In quanto organo consultivo delle istituzioni europee, il Comitato europeo delle regioni (CdR) formula pareri e risoluzioni per garantire che gli enti locali e regionali abbiano voce in capitolo in maniera ufficiale nell'elaborazione delle politiche dell'UE.
La Commissione europea, il Parlamento europeo e il Consiglio dell'Unione europea hanno l'obbligo di consultare il CdR in merito alle normative che riguardano settori quali la sanità, la politica economica, l'istruzione, l'occupazione, la politica sociale, la coesione territoriale, economica e sociale, i trasporti, l'energia e il clima. Il CdR elabora inoltre pareri d'iniziativa e pareri su richiesta della presidenza di turno del Consiglio dell'UE.
Il processo di elaborazione di un parere è democratico: il / la Presidente del CdR assegna l'incarico a una commissione, che a sua volta seleziona un relatore o una relatrice che elaborerà il progetto di parere. Quest'ultimo viene discusso e approvato sia nelle riunioni della commissione competente che nella sessione plenaria del CdR prima di essere trasmesso alle istituzioni dell'UE.
Il Comitato tiene ogni anno fino a sei sessioni plenarie, pubblicando tra i 50 e i 70 pareri e risoluzioni. Collabora con i cittadini, i giovani politici e i partner esterni e ha sviluppato strumenti quali la rete RegHub e le valutazioni d'impatto territoriale al fine di fornire consulenze basate su dati oggettivi. Gli accordi di cooperazione con la Commissione europea e il Parlamento europeo rafforzano il ruolo del CdR in tutte le fasi del processo decisionale dell'UE.