Alluvione in Emilia-Romagna: città e regioni chiedono un nuovo approccio europeo per affrontare le catastrofi naturali
In questa pagina
- Prevenzione delle catastrofi
- Sviluppo rurale
- Riforma della politica di coesione
- Transizione energetica
- Coesione territoriale
- Politica in materia di cambiamenti climatici
- Protezione sociale
- President
Leader locali e regionali vicini ai territori italiani e ai cittadini sfollati delle zone colpite.
Le inondazioni che hanno devastato alcune regioni dell'Italia centro-settentrionale dimostrano ancora una volta l'urgenza per l'Unione europea di adottare un nuovo approccio collettivo per migliorare la resilienza dei territori. È necessario investire su una cultura della preparazione ai rischi, fondata sulla verifica e sul monitoraggio della vulnerabilità dei territori e su una migliore formazione di amministratori locali e cittadini in materia di gestione delle catastrofi.Questo è il messaggio che i leader locali e regionali hanno trasmesso al commissario europeo per la Gestione delle crisi nel corso di un dibattito svoltosi il 24 maggio, durante la sessione plenaria del Comitato europeo delle regioni (CdR), nel quale sono intervenuti diversi rappresentanti di città e regioni italiane. Le richieste sono state inserite in un parere adottato dalla plenaria subito dopo il dibattito.
Negli ultimi anni i territori europei sono stati colpiti da crisi su vasta scala che hanno travalicato le frontiere amministrative andando a colpire in particolare le persone più vulnerabili. Gli incendi boschivi in Portogallo nel 2017, il terremoto in Croazia nell'inverno 2020, la tempesta che ha devastato la Francia sudorientale nell'ottobre 2020 e la recente alluvione che ha devastato l’Emilia-Romagna sono alcuni esempi di eventi estremi che hanno colpito le comunità europee mettendo gli amministratori locali in prima linea nella risposta dello Stato. Nel corso di un dibattito con Janez Lenarčič, commissario europeo per la Gestione delle crisi, i membri del CdR hanno affermato che, per affrontare meglio questi eventi, l'Europa debba passare da un approccio di gestione dei rischi a una nuova cultura condivisa della preparazione ai rischi che porti a società più resilienti e proattive. Le istituzioni dell'UE e nazionali dovrebbero investire nella preparazione collettiva alle crisi e alle catastrofi, con particolare attenzione al mantenimento dell'accessibilità dei servizi pubblici e alle categorie più vulnerabili.
Alberto Cirio (IT/PPE), Presidente della Regione Piemonte e capo della delegazione italiana al CdR, ha dichiarato: “I territori e i popoli europei hanno dovuto confrontarsi negli ultimi anni con una impressionante serie di crisi. La nostra società si è dimostrata fragile e in alcuni momenti anche impreparata. Viviamo tempi straordinari se si pensa che io, come presidente della Regione Piemonte, devo gestire l’allerta meteo da 15 giorni e allo stesso tempo sono commissario alla siccità. Oggi, in Piemonte, riusciamo a reggere all’urto del maltempo grazie agli investimenti fatti nel passato, ma spesso usiamo fondi che sono destinati ad altro. Ecco perché auspicio che la Commissione europea possa dotarsi di un fondo specifico per tutelare e proteggere i nostri territori d’Europa”.
Alberto Ancarani (IT/PPE), consigliere comunale di Ravenna, ha dichiarato: “La situazione in Emilia-Romagna è molto difficile. Alcuni comuni sono ancora allagati. I cambiamenti climatici, ma anche la modifica dell'uso del suolo, hanno contribuito a queste alluvioni che hanno causato finora 15 morti. Non è una situazione facile, ma a nome dei sindaci dell'Emilia-Romagna vorrei ringraziare il Meccanismo di Protezione Civile dell'UE, in particolare il supporto di Austria, Bulgaria, Germania, Francia, Polonia, Romania, Slovenia e Slovacchia che hanno agito rapidamente per sostenerci in questa difficile situazione.”
Antonio Mazzeo (IT/PES), Presidente del Consiglio regionale della Toscana, ha dichiarato: "Le tremende immagini dell'alluvione in Emilia-Romagna hanno scosso le coscienze di tutti. Serve la solidarietà di tutta l'Europa per uscire dall'emergenza e ricominciare a ricostruire. Vale per l'Emilia-Romagna, vale in piccolo per il Mugello, nella mia Toscana, dove ci sono state 200 frane ed è stato proclamato lo stato di emergenza regionale. Servono ristori economici per le famiglie e le imprese e sarà fondamentale la possibilità di accedere al Fondo di solidarietà dell'Unione Europea per superare l'emergenza. Poi, tutti insieme, dovremo lavorare a un patto europeo per il clima e a un piano di prevenzione per la messa in sicurezza del territorio. Per farlo potremmo usare anche i fondi delle opere irrealizzabili del PNRR, destinandoli ai progetti per il contrasto al dissesto idrogeologico, facendo prevenzione e invertendo il paradigma dell'urgenza. Sono sicuro che l'Europa ci sarà vicina anche nella ricostruzione".
Il Presidente del CdR Vasco Alves Cordeiro ha espresso solidarietà ai territori colpiti dalle alluvioni: "Purtroppo, la scorsa settimana abbiamo assistito a un altro esempio di come i disastri naturali influenzino drammaticamente la vita delle persone: la regione Emilia-Romagna ha subito le conseguenze di piogge torrenziali. I politici locali e regionali sono in prima linea quando le conseguenze del cambiamento climatico diventano tangibili e devono gestire le emergenze, mobilitando tutte le loro risorse. Tuttavia, il potere decisionale delle autorità locali e regionali nel campo della protezione del clima e dell'ambiente è limitato. Ecco perché oggi è stato importante il dibattito con il Commissario Lenarčič. In qualità di Commissario per la gestione delle crisi, è estremamente importante che nelle sue decisioni tenga conto delle esperienze degli enti locali e regionali sul campo. Abbiamo anche condiviso con lui alcuni esempi positivi di città e regioni che stanno migliorando la loro capacità di combattere incendi, inondazioni o siccità. In Europa, dobbiamo imparare gli uni dagli altri e migliorare anche la nostra cooperazione transfrontaliera nel gestire disastri naturali e crisi".
Il commissario Lenarčič ha sottolineato che "con il peggioramento del panorama di rischio globale, ci troviamo sempre più esposti a catastrofi i cui effetti attraversano le frontiere. Dobbiamo collaborare per costruire un futuro più sicuro e resiliente per le comunità e le regioni di tutta Europa. Ecco perché abbiamo lanciato i cinque obiettivi di resilienza alle catastrofi e le loro relative iniziative, che consentiranno alle regioni di anticipare e superare le emergenze future. L'attuazione di queste iniziative da parte degli enti locali e regionali all'interno delle loro comunità è fondamentale per realizzare tali obiettivi".
I leader locali e regionali hanno esposto le loro preoccupazioni e richieste nel parere “Prepararsi alle crisi e gestirle: rafforzare la resilienza dell'Unione e delle sue regioni e città”, preparato dal relatoreChristophe Clergeau (FR/PSE), consigliere regionale dei Paesi della Loira, e adottato durante la sessione plenaria.
Il parere sottolinea l'importanza di porre l'analisi della vulnerabilità al centro della futura politica di coesione. Accoglie pertanto con favore la creazione di un indice di misurazione della vulnerabilità e chiede che il Centro comune di ricerca (JRC) della Commissione europea istituisca un quadro di valutazione consolidato a livello regionale e locale della vulnerabilità sociale e territoriale. I membri del Comitato chiedono un pieno sostegno politico e finanziario da parte delle istituzioni e degli Stati membri dell'UE a favore di questa iniziativa, che dovrebbe essere applicata a tutti i livelli territoriali, per comprendere meglio le vulnerabilità legate ai rischi in ciascun territorio, combattere le disuguaglianze sociali e territoriali e orientare le politiche pubbliche.
Inoltre, i leader locali e regionali propongono la creazione di una scuola europea di rischio e di crisi, che offrirebbe percorsi formativi ai decisori locali, nazionali ed europei e consentirebbe loro di scambiare conoscenze e di elaborare metodi di lavoro comuni per rispondere alle crisi. L'UE dovrebbe inoltre adottare una "strategia di 72 ore per affrontare le crisi", adattata alle specificità locali, al fine di rafforzare la preparazione delle comunità e la capacità dei cittadini di mobilitarsi per gestire le prime ore di una crisi in attesa dell'arrivo dei soccorsi.
Ulteriori informazioni:
È possibile rivedere il dibattito qui.
Esempi di buone pratiche su come le regioni e le città europee hanno affrontato le recenti crisi possono essere trovate in questo video.
Nel febbraio 2023 la Commissione europea ha stabilito cinque obiettivi europeicomuniin materia di resilienza alle catastrofi, che comprendono modalità per consentire agli Stati membri di anticipare, preparare, allertare, rispondere e proteggere meglio i cittadini quando si verificano calamità causate da eventi naturali.Per iniziare a realizzare questi obiettivi, la Commissione europea ha avviato cinque iniziative faro, una per ciascun obiettivo.
Contatti stampa:
Matteo Miglietta
Tel. +32 (0) 470 89 53 82
matteo.miglietta@cor.europa.eu
Angela Machado
Tel. +32 475 41 31 58