Il Comitato europeo delle regioni (CdR) e la Commissione europea hanno firmato un piano d'azione comune rinnovato durante la riunione della commissione Politica sociale, istruzione, occupazione,…
La relatrice Porzi (consigliera Regione Umbria): "Non basta concentrarsi sulle sanzioni per i responsabili, bisogna intervenire sulla prevenzione, partendo dalle nuove generazioni"
Pochi giorni dopo la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne - una delle più partecipate di sempre in Italia a seguito del femminicidio di Giulia Cecchettin - leader locali dell'UE e membri del Parlamento europeo hanno sottolineato l'urgenza di combattere la violenza di genere. Nella sessione plenaria del 29 novembre del Comitato europeo delle regioni (CdR), rappresentati di città e regioni hanno adottato un parere in cui esortano a concentrarsi sulla lotta contro le cause profonde di tale violenza – quali la disuguaglianza di genere e le strutture culturali o sociali deleterie – e sollecitano a investire maggiormente nella prevenzione, nell'istruzione e nella sensibilizzazione. Relatrice del parere è Donatella Porzi, consigliera regionale dell'Umbria e vicepresidente della comissione regionale sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere.
La violenza contro le donne di ogni età continua in gran parte a non essere denunciata, a causa dell'impunità dei responsabili e del silenzio, della stigmatizzazione e della vergogna che la circondano. Oltre a grandi sofferenze individuali, si stima che la violenza contro le donne (compresa la violenza domestica) costi ogni anno nell'UE fino a 289 miliardi di euro in spese sanitarie e sociali derivanti in primo luogo dall'impatto fisico ed emotivo (56%) e poi dai costi della giustizia penale (21%) e dalla perdita di produzione economica (14%), nonché da altri costi come quelli dell'aiuto all'alloggio e della protezione dei minori (fonte: Istituto europeo per l’uguaglianza di genere [EIGE], 2021).
Nel parere sul tema Fermare la violenza di genere - Le città e le regioni in prima linea, elaborato da Donatella Porzi, (IT/Renew E) consigliera regionale dell'Umbria, i membri del CdR evidenziano il ruolo degli enti locali e regionali nella prevenzione della violenza di genere e nella protezione, nell'assistenza e nel sostegno alle vittime, in quanto prestatori dei servizi sociali e sanitari e della consulenza legale necessari. I leader locali e regionali sottolineano inoltre l'urgenza di affrontare le cause profonde della violenza, quali la disuguaglianza, le costruzioni culturali limitanti e gli stereotipi di genere, come anche di lavorare maggiormente nel campo dell'istruzione e della sensibilizzazione in materia.
Nel parere il CdR chiede altresì di adottare un approccio incentrato sulle vittime e di sensibilizzare le prime persone cui esse si rivolgono. Ricorda inoltre che, poiché soltanto un terzo circa delle vittime di violenza di genere sporge denuncia, dovrebbero essere istituiti sistemi di segnalazione accessibili – ad esempio linee di assistenza telefonica – per facilitare e incoraggiare le denunce, e dovrebbero essere rese di facile accesso informazioni in più lingue sui diritti, i passi da intraprendere e la protezione e il sostegno disponibili. Infine, i leader locali e regionali dell'UE richiamano l'attenzione anche sulla necessità di proteggere le donne e i minori migranti e rifugiati, in quanto persone particolarmente esposte ad abusi, violazioni dei diritti e varie forme di violenza.
Prendere esempio da buone pratiche regionali
Come buona pratica, la relatrice Porzi raccomanda di creare un "percorso speciale" come quello messo in atto, per esempio, nella regione Toscana e in quella di Bruxelles Capitale, che indirizzi le vittime dei reati in questione in un percorso dedicato verso l'assistenza medica di emergenza, l'alloggio e i servizi sociali, garantendo loro un seguito sensibile alla dimensione di genere e assicurando il collegamento tra i servizi sanitari e sociali e le autorità giudiziarie e di polizia.
Per fermare la violenza di genere è necessario un approccio che affronti il problema in ogni suo aspetto e quindi includa azioni preventive di diverso tipo: misure immediate, ad esempio per ripensare la progettazione urbana e i trasporti, ma anche iniziative volte a coinvolgere gli uomini e a contrastare gli standard maschili distruttivi e gli stereotipi sessuali e di genere attraverso l'istruzione e la sensibilizzazione.
Il parere del CdR riconosce i progressi compiuti dopo l'adozione, nel 2020, della strategia dell'UE per la parità di genere, nonché l'importanza dell'adesione dell'UE alla convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne, meglio nota come convenzione di Istanbul, e invita la Commissione europea e gli Stati membri ad attuare il bilancio di genere in quanto strumento concreto per migliorare tale parità.
La relatrice
La relatrice Donatella Porzi (IT/Renew E), consigliera regionale dell'Umbria e vicepresidente della comissione regionale sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere, ha dichiarato: "Come donna, madre di due ragazzi, insegnante e rappresentante delle istituzioni, sto lavorando con tutta me stessa affinchè presto non si debba più celebrare una giornata contro la violenza sulle donne. Ciò significherebbe che avremo attuato il cambiamento radicale necessario per rimuovere gli ostacoli al pieno sviluppo della personalità delle donne. Purtroppo siamo ancora lontani da quel giorno: la violenza contro le donne non è solo un problema di alcuni, ma è profondamente radicata nella nostra società. E non è sufficiente concentrarsi sulle sanzioni per i responsabili, serve intervenire sulla prevenzione, partendo dalle nuove generazioni. Oltre che sull’educazione, vogliamo poi concentrarci sulla raccolta dei dati, indispensabile per avere una visione d’insieme, e sulla tutela delle vittime. Sono convinta che noi, leader locali e regionai, potremo essere il cambiamento".
Frances Fitzgerald (IE/PPE), relatrice della relazione del Parlamento europeo sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica, ha sottolineato che "se vogliamo davvero combattere la violenza di genere a tutto campo, dobbiamo farlo a tutti i livelli di governo. In quest'ottica il ruolo delle città e delle regioni è particolarmente importante perché hanno la possibilità e la capacità di parlare direttamente ai cittadini e di attuare progetti incisivi nei luoghi in cui tali interventi sono più necessari. Elaborando e attuando una progettazione urbana oculata e garantendo un'adeguata distribuzione geografica dei centri di accoglienza, ma anche instaurando un dialogo con personalità pubbliche di genere maschile, i comuni e gli altri enti locali possono veramente fare la differenza nel contrastare questo odioso fenomeno".
Maggiori informazioni
L'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha designato il 25 novembre Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, con l'obiettivo di sensibilizzare ogni parte del mondo al fatto che le donne sono vittime di stupri, violenze domestiche e altre forme di violenza.
Nei suoi orientamenti politici, la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha sottolineato la necessità di prevenire e combattere la violenza contro le donne, indicando nella prevenzione e nel contrasto di tale fenomeno una priorità per la Commissione europea. Nella comunicazione Un'Unione dell'uguaglianza: la strategia per la parità di genere 2020-2025, la Commissione ha annunciato una serie di misure a livello di Unione europea per combattere la violenza di genere e attuare a questo scopo politiche coordinate e a vasto raggio. Il piano d'azione sul pilastro europeo dei diritti sociali ribadisce tale impegno.
Per maggiori informazioni
Immagini della sessione plenaria del CdR
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