La resilienza digitale varia notevolmente da una regione o città europea all'altra. Alcune autorità pubbliche perseguono attivamente la loro resilienza digitale da parecchi anni mentre altre…
Il relatore Andrea Putzu, consigliere regionale delle Marche: “I nostri territori sono ecosistemi creativi pieni di potenziale inutilizzato, è tempo di agire”.
In un parere adottato all’unanimità il 31 gennaio in sessione plenaria, il Comitato europeo delle regioni (CdR) sottolinea che le regioni - veri motori dell'innovazione nell’Unione - dovrebbero essere poste al centro della nuova politica industriale dell'UE. Il 22 e 23 febbraio, le tematiche del parere saranno discusse ad Ancona, su invito del relatore Putzu, durante una due giorni che vedrà la partecipazione del Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, di rappresentanti del governo italiano, della Commissione europea e di enti locali e regionali da tutta Europa.
Autorità regionali e locali sono spesso incaricate di coordinare iniziative volte a sostenere l'innovazione verde e digitale, ma il compito può essere complicato dal fatto di dover ricorrere a numerosi strumenti, ognuno regolato da norme diverse.
Le raccomandazioni di regioni e città europee, contenute nel parere redatto dal consigliere regionale delle Marche Andrea Putzu(IT/ECR), invitano quindi a migliorare il coordinamento fra tutti i livelli di governo e a creare una maggiore sinergia tra i fondi e i programmi dell'UE a favore dell'innovazione.
La politica di coesione e i Partenariati per l’innovazione regionale:
La politica di coesione deve essere la pietra angolare su cui rafforzare la capacità d’innovazione a livello locale e regionale. Per questo, è fondamentale che tutte le regioni dell’Unione europea possano continuare a beneficiare di tale politica, cioè dei fondi strutturali, anche nel prossimo periodo di programmazione post 2027.
Un esempio d’iniziativa europea di successo sono i Partenariati per l'innovazione regionale, un progetto pilota realizzato dalla Commissione europea in collaborazione con il CdR. Tali partenariati dimostrano la necessità di collegare meglio le politiche di innovazione dell'UE con le strategie di "specializzazione intelligente" sviluppate nell’ambito della politica di coesione. Per questo il Comitato chiede che il progetto pilota venga proseguito ed esteso ad altre regioni.
Anche i partenariati tra settore pubblico, università, imprese e società civile sono considerati fondamentali per l'innovazione. Il CdR sostiene che contribuiscono a sviluppare soluzioni adeguate alle esigenze regionali e locali e ad aumentare la competitività delle regioni.
Il CdR sottolinea il ruolo sempre più importante che le regioni svolgono come motori dell'innovazione. Per questo, le regioni dovrebbero essere al centro della politica industriale dell'UE nella Nuova agenda per l'innovazione, che sarà definita dopo il 2024, e nel prossimo 10° Programma per la ricerca e l'innovazione, il cui scopo è potenziare gli ecosistemi regionali dell'innovazione e ridurre il divario innovativo tra le regioni.
Citazione:
Il relatore Andrea Putzu (IT/ECR), consigliere regionale delle Marche, ha dichiarato: "L'importanza di promuovere l'innovazione basata sul territorio non può essere sopravvalutata. Le nostre regioni sono ecosistemi creativi pieni di potenziale inutilizzato e i responsabili politici devono riconoscere che un’idea proveniente da una regione può essere la scintilla per innescare un cambiamento in tutta Europa, e oltre. Questo parere è un campanello d'allarme: in un periodo di forte competizione globale, è nostro dovere agire e mostrare al mondo il potere della creatività europea".
Maggiori informazioni:
Tra i fondi e i programmi europei creati per stimolare l'innovazione a livello locale ci sono Orizzonte Europa, i fondi strutturali dell'UE, lo strumento per la ripresa e la resilienza di #NextGenerationEU, Erasmus, InvestEU e diversi programmi settoriali.
IPartenariati per l'innovazione regionale sono un'iniziativa sviluppata dalla Commissione europea e dal Comitato europeo delle regioni. Sessantatré regioni, sette città e quattro Stati membri sono stati coinvolti nel progetto pilota, in cui i partecipanti hanno condiviso buone pratiche e preso parte allo sviluppo di strumenti per mobilitare più fonti di finanziamento e collegare i programmi regionali e nazionali alle iniziative dell'UE per le trasformazioni verdi e digitali.
La Nuova agenda europea per l'innovazione, adottata nel luglio 2022, vuole posizionare l'Europa in prima linea nello sviluppo d’innovazioni e start-up deep-tech. La Nuova agenda aiuterà l'UE a sviluppare nuove tecnologie per affrontare le sfide sociali più urgenti e a immetterle sul mercato.
Parere del CdR sulla nuova agenda dell'innovazione per l'Europa(2022).
Il Centro comune di ricerca europeoha pubblicato, in collaborazione con il Comitato europeo delle regioni, il rapporto "Innovation for place-based transformations", che si propone di accompagnare i territori nella messa in pratica d’iniziative innovative.
Agenda e dettagli sulla riunione e la conferenza del 22 e 23 febbraio ad Ancona.
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