I leader locali e regionali hanno sottolineato che le recenti inondazioni nell'Europa sudoccidentale ricordano con forza la necessità di rafforzare le capacità degli enti locali e regionali in…
Leader locali e regionali chiedono finanziamenti mirati per i territori penalizzati dalla loro condizione geografica, che necessitano di più tempo per raggiugere i target europei.
Nell'Unione europea, un decesso su otto è riconducibile all'inquinamento ambientale: l'inquinamento atmosferico da solo è responsabile di quasi 300 000 morti premature. In un dibattito con il commissario UE all'Ambiente, Virginijus Sinkevičius, i rappresentanti di regioni e città dell'UE hanno evidenziato il loro ruolo cruciale nell'attuazione delle leggi e delle politiche in materia d'inquinamento. La maggioranza dei membri del Comitato europeo delle Regioni (CdR) ha sottolineato che i costi di una politica ambiziosa sono di gran lunga compensati dai benefici per l'economia, la natura, il clima e soprattutto per la salute. Tuttavia, in linea con il parere adottato al termine del dibattito, il CdR riconosce che alcuni territori che incontrano difficoltà specifiche, legate ad esempio alla loro condizione geografica, potrebbero aver bisogno di più tempo per conformarsi alle normeeuropee e quindi necessitano di un sostegno finanziario mirato per riuscirci. Su quest'ultimo punto in particolare, alcune critiche sono state sollevate dai rappresentanti di città e regioni italiane, secondo i quali la regolamentazione europea è troppo stringente e quindi inapplicabile.
Vasco Alves Cordeiro, Presidente del Comitato europeo delle regioni, ha dichiarato: "Il dibattito con il commissario Sinkevičius e gli esempi di buone pratiche condivisi dai membri del CdR dimostrano ancora una volta che le città e le regioni vogliono realizzare l'obiettivo dell'"inquinamento zero" nel loro territorio. L'inquinamento atmosferico e il trattamento delle acque reflue urbane sono sfide che interessano le nostre regioni in misura diversa, ma tutti noi siamo uniti nel portare avanti l'agenda dell'UE in materia di sostenibilità".
Il commissario Sinkevičius ha sottolineato nel suo intervento che il Piano d'azione "Inquinamento zero" della Commissione europea riconosce il ruolo cruciale delle autorità locali e regionali nella battaglia per avere aria, suolo e acqua puliti. Secondo il commissario, i nuovi standard per la qualità dell'aria proposti dalla Commissione europea sono "ambiziosi ma anche raggiungibili entro il 2030".
La revisione della legislazione dell'UE sulla qualità dell'aria e sul trattamento delle acque reflue urbane costituisce un punto fondamentale nell'agenda della Commissione europea sull'inquinamento zero, volta a ridurre, entro il 2050, l'inquinamento dell'aria, dell'acqua e del suolo a livelli non più considerati nocivi per la salute e per gli ecosistemi naturali. Al termine di un dibattito con il commissario Sinkevičius, il CdR ha adottato oggi due pareri su queste importanti iniziative legislative.
Pur sostenendo i valori limite per la qualità dell'aria proposti dalla Commissione europea per il 2030, il CdR sollecita un allineamento completo e vincolante entro il 2035 agli orientamenti dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) sulla qualità dell'aria, basati sui dati scientifici, in modo da proteggere la salute dei cittadini e contribuire a realizzare l'obiettivo "inquinamento zero" per il 2050. Allo stesso tempo, riconosce che alcuni territori che incontrano difficoltà specifiche, come quelle legate alla loro geografia o al loro clima, potrebbero necessitare di più tempo per conformarsi alle norme più rigorose in materia di qualità dell'aria proposte dalla Commissione europea.
Nel suo parere, il CdR chiede un sostegno finanziario e tecnico mirato per queste regioni e per altri enti subnazionali che non dispongono dei poteri o delle risorse necessari per migliorare da soli gli standard di qualità dell'aria. Il Comitato evidenzia inoltre che l'inquinamento atmosferico è un fenomeno transfrontaliero, che va quindi affrontato alla fonte, e che gli enti locali e regionali devono essere consultati nella definizione dei piani nazionali per la qualità dell'aria. Relatrice del parere è Una Power (IE/Verdi), consigliera della contea irlandese di Dún Laoghaire-Rathdown.
Fra gli interventi in aula:
Arianna Censi (IT/PES), assessora alla mobilità del Comune di Milano: "Si tratta di una revisione della direttiva UE divenuta ormai non rinviabile dopo la pubblicazione degli orientamenti dell'OMS nel 2021. Non possiamo restare indifferenti davanti a bambini che nascono prematuri, persone che si ammalano, vivono male e muoiono prima. La Pianura Padana per la sua conformazione geografica incontra difficoltà particolari e accogliamo con favore le deroghe. Ma chiediamo più sostegno agli enti locali per raggiungere gli obiettivi in materia di qualità dell'aria, senza per questo venir meno ad azioni sempre più severe e coraggiose per raggiungere questi obiettivi.
Roberto Ciambetti (IT/ECR), Presidente del Consiglio regionale del Veneto: "La nuova proposta di direttiva europea sulla qualità dell'aria desta notevoli preoccupazioni perché non tiene in alcun modo conto delle specificità di alcuni territori degli Stati membri. La direttiva dovrebbe stabilire un parametro di riferimento con obiettivi di miglioramento che considerino i progressi compiuti negli ultimi anni e consentano agli Stati membri di pianificare e attuare misure correttive che non danneggino l'economia, gli edifici storici e la vita sociale in generale"
Matteo Bianchi (IT/ECR), consigliere comunale di Varese: "Il parere sulla revisione della direttiva UE sulla qualità dell’aria ci vede molto critici per l’approccio ideologico al tema. Vogliamo essere concreti nel rispetto dello sviluppo sociale del nostro territorio, mortificato da una direttiva che risulta oltremodo penalizzante per le condizioni orografiche del bacino padano. Servono proroghe e sostegni per una transizione giusta ed equa che tengano presente le esigenze delle imprese che, solo in Lombardia, rappresentano il 25% del PIL italiano".
Nicola Caputo (IT/Renew E), assessore all'agricoltura della Regione Campania: "Norme più rigorose sulla qualità dell'aria sarebbero un progresso fondamentale per l'obiettivo "inquinamento zero" del Green Deal europeo. Tuttavia, sarà necessario proporne un riesame periodico, per allinearle ai più recenti dati scientifici e agli sviluppi sociali e tecnologici. Inoltre, le persone che hanno subito danni alla salute a causa dell'inquinamento atmosferico devono avere il diritto di essere risarcite in caso di violazione delle norme europee".
Sarah Brizzolara (IT/PES), consigliera comunale di Monza e membro del programma per giovani politici europei eletti a livello locale (YEP) del CdR: "La salute umana e lo sviluppo economico non possono essere concorrenti. Nella mia città, Monza, stiamo mettendo in pratica varie iniziative con lo scopo di sensibilizzare, educare e dare ai cittadini gli strumenti per partecipare ai processi decisionali. Una maggiore consapevolezza porta a un impatto positivo sui loro comportamenti ecologici".
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