Nasce l'Alleanza delle regioni per rafforzare l'industria europea dei semiconduttori
In questa pagina
- Politica digitale e connettività
- Ricerca e innovazione
Il Piemonte designato per la vicepresidenza. L'assessore Tronzano: "Inizio di un percorso determinante per il futuro dell'Europa".
Il Comitato europeo delle regioni, insieme al Land Sassonia, ha lanciato l'Alleanza europea delle regioni produttrici di semiconduttori, una rete politica di regioni impegnate a rafforzare la capacità dell'Europa di produrre semiconduttori e microelettronica, riducendo così la sua dipendenza dalle forniture di paesi terzi. L'Alleanza mira a individuare e contribuire a rimuovere gli ostacoli allo sviluppo strategico del settore migliorando il quadro giuridico, promuovendo gli investimenti pubblici e privati e sostenendo la condivisione delle conoscenze e lo sviluppo di catene del valore forti e resilienti.
La carenza mondiale di semiconduttori ha reso evidente non solo la dipendenza di intere regioni e città dalle forniture provenienti da un numero limitato di imprese, ma anche la loro vulnerabilità in rapporto alle restrizioni delle esportazioni da paesi terzi e ad altre perturbazioni legate all'attuale contesto geopolitico. Attualmente all'UE è riconducibile il 10 % – in termini di valore – del mercato mondiale dei semiconduttori, una percentuale ben inferiore al peso economico dell'Unione.
Con l'obiettivo di sostenere l'espansione e la diversificazione del settore dei microchip nell'Unione europea, 27 regioni di 12 Stati membri hanno unito le forze per formare l'Alleanza europea delle regioni produttrici di semiconduttori. In questo modo le regioni puntano a condividere le loro esperienze concrete in questo settore strategico e contribuire a rafforzare la posizione dell'Europa in quanto attore chiave nella concorrenza globale con gli Stati Uniti e la Cina.
Il Piemonte, unica regione italiana a fare parte del gruppo delle fondatrici, assumerà la vicepresidenza dell'Alleanza, che sarà invece guidata dal Land tedesco della Sassonia. Andrea Tronzano, assessore regionale a Bilancio, Finanze e Programmazione economico-finanziaria che era presente a Bruxelles per il lancio dell'Alleanza, ha commentato: "L'alleanza è un passo avanti notevole perché dà lumi e traiettorie sulla governance e le strategie. Inoltre, ci permette di fare fronte comune su un sistema come quello dei semiconduttori che ha sempre maggiore rilevanza per la nostra vita e per l'attività lavorativa. Ma l'Alleanza aiuta anche a sostenere le progettualità e specificità delle singole regioni. Il Piemonte ha produzioni di macchinari di testing, wafer di silicio, aiutiamo talenti ad emergere e creiamo professionalità attraverso il Politecnico di Torino. Siamo pronti a fare la nostra parte perché questo è l'inizio di un percorso determinante per il futuro dell'Europa".
Nell'aprire l'evento di presentazione dell'Alleanza, il presidente del Land della Sassonia Michael Kretschmer ha dichiarato: "La creazione dell'Alleanza delle regioni produttrici di semiconduttori su iniziativa della Sassonia è una tappa importante per l'intera Unione europea e per il suo futuro. Per ciascun segmento della catena del valore globale dei semiconduttori è necessaria la stretta cooperazione di un gran numero di paesi – mediamente oltre una ventina – coinvolti nella catena di approvvigionamento diretto. Con questa Alleanza offriamo alle regioni nuove opportunità di collaborazione, ricerca e innovazione, per garantire la sovranità economica e digitale dell'Europa. La partecipazione di molte regioni all'evento di lancio sottolinea l'interesse per una maggiore cooperazione a livello europeo nel settore della microelettronica. L'Alleanza darà un contributo importante affinché negli anni a venire l'Europa sia competitiva in questo settore cruciale".
Nell'atto costitutivo dell'Alleanza, che si articola in 10 punti, le regioni firmatarie chiedono con forza che siano definiti a lungo termine, nell'ambito del quadro finanziario pluriennale dell'UE, i fondi intesi ad accrescere la produzione europea di semiconduttori, e siano assicurati il miglior sostegno e le migliori condizioni di concorrenza possibili per le regioni nel quadro della normativa europea sui chip.
Tali regioni invitano la Commissione europea a interpretare il criterio dell'"unicità" in maniera estensiva, al fine di conseguire le massime flessibilità e rapidità possibili nell'esame e nella concessione degli aiuti di Stato all'industria dei semiconduttori, nonché a sviluppare e attuare soluzioni per una produzione più sostenibile di semiconduttori nel quadro del Green Deal europeo.
L'Alleanza prevede inoltre di espandere le attività di ricerca e sviluppo, di stimolare la creazione di reti tra gli istituti di ricerca nelle regioni e tra di esse e di promuovere nuove tecnologie e innovazioni "Made in Europe". Un altro suo obiettivo è garantire un approvvigionamento idrico ed energetico sufficiente nei siti di produzione, nonché, in particolare, l'approvvigionamento di materie prime strategiche e critiche. Essa chiede quindi all'UE di assicurare un quadro affidabile e tiene inoltre a far notare che l'introduzione, a livello di Unione europea, di un divieto di impiegare specifiche sostanze chimiche rischia di compromettere la stessa esistenza di un'industria europea dei semiconduttori.
Maggiori informazioni:
L'Alleanza comprende 27 regioni appartenenti a 12 Paesi: Baden-Württemberg, Baviera, Land di Amburgo, Assia, Bassa Sassonia, Sassonia, Sassonia-Anhalt, Saarland, Schleswig-Holstein e Turingia in Germania, Andalusia, Paese basco, regione di Valencia e Catalogna in Spagna, Flevoland e Brabante settentrionale nei Paesi Bassi, Carinzia e Stiria in Austria, la regione Centro in Portogallo, le Fiandre in Belgio, l'Alvernia-Rodano-Alpi in Francia, il Piemonte in Italia, le regioni di Tampere e di Helsinki in Finlandia, la Moravia meridionale in Cechia, il Galles nel Regno Unito e un intero Stato membro, la Repubblica d'Irlanda.
L'8 febbraio 2022 la Commissione europea ha proposto un pacchetto completo di misure per rafforzare l'ecosistema dei semiconduttori dell'UE: la normativa europea sui chip. L'obiettivo della Commissione è accrescere la quota di mercato dell'UE nella produzione mondiale di chip, portando tale quota – che è attualmente solo del 10 % – al 20 % entro il 2030.
Nel parere in merito alla normativa europea sui chip, i membri del CdR hanno chiesto all'UE di aumentare gli investimenti e di mettere a disposizione nuove risorse finanziare per l'attuazione di tale normativa facendo leva innanzitutto sui cluster e sugli ecosistemi industriali esistenti, allo scopo di sostenere l'espansione e la diversificazione del settore dei semiconduttori nell'Unione europea. Nel parere si sottolinea come le città e le regioni svolgano un ruolo importante nel rafforzamento dell'industria europea dei semiconduttori aiutando tutte le parti interessate a unire le forze per sviluppare strutture produttive e di ricerca locali, e come vi sia inoltre bisogno di un sostegno mirato alla ricerca e allo sviluppo di nuove tecnologie per garantire all'industria europea forniture sicure di semiconduttori.
Contatto stampa:
Theresa Sostmann
Tel. +32 475999415