Green Deal

Costruire la resilienza attraverso la ripresa: Adattamento delle alluvioni in Emilia-Romagna

Posizione: Emilia-Romagna, Italia

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  • Water resilience
  • Adattamento ai cambiamenti climatici
  • Pianificazione territoriale e urbana sostenibile

Gli investimenti nella stabilizzazione delle pendenze, negli ammodernamenti dell'irrigazione e nei miglioramenti del drenaggio hanno ridotto significativamente l'impatto delle inondazioni del 2023. Queste misure mirate dimostrano il valore tangibile dell'integrazione della prevenzione nelle infrastrutture locali e nella pianificazione dello sviluppo rurale.

L'Emilia-Romagna, una regione del nord Italia rinomata per le sue fertili pianure, le città storiche e l'agricoltura produttiva, è diventata negli ultimi anni un punto focale della vulnerabilità legata al clima. La sua diversità geografica - dalla bassa pianura padana ai pendii boscosi dell'Appennino - la rende particolarmente incline agli estremi idrologici, tra cui inondazioni, siccità, frane e, sempre più, crolli costieri.

 

Queste minacce sono aggravate da pressioni sull'uso del suolo, espansione urbana e sistemi di drenaggio obsoleti. Nel maggio 2023 la regione ha subito quella che è stata descritta come una delle inondazioni più catastrofiche della recente storia italiana. Nel corso di due tempeste, dal 2-3 maggio e di nuovo il 16-17 maggio, l'Emilia-Romagna ha ricevuto 4 miliardi di metri cubi di precipitazioni senza precedenti - più del triplo del consumo annuale di acqua della regione. Quattordici fiumi si sono riversati contemporaneamente, sono state registrate 23 violazioni separate e oltre 48 comuni sono stati gravemente colpiti. Quasi 20.000 persone sono state evacuate, 17 vite sono state perse e sono stati inflitti ingenti danni a più di 70.000 case, 14.000 aziende e 15.000 edifici rurali. Le inondazioni hanno anche danneggiato 772 strade, paralizzando completamente alcune economie locali e rotte logistiche.

 

L'Emilia-Romagna ha adottato una strategia a doppio binario che combina la ripresa immediata con la prevenzione a lungo termine. In risposta alle recenti catastrofi, ha lanciato il piano preliminare speciale per la ricostruzione, stanziando 4,5 miliardi di EUR in 12 anni per ripristinare le infrastrutture, migliorare la sicurezza idrologica e integrare la resilienza seguendo l'approccio BBB.

 

Tra le misure chiave figurano il rafforzamento degli argini, delle strade e dei canali di irrigazione; il ripristino delle zone agricole e forestali; riconfigurare le pianure alluvionali; l'aggiornamento delle mappe geotecniche e idrologiche; e il rafforzamento dei sistemi di allarme rapido e di evacuazione.

 

Parallelamente, il programma di sviluppo rurale della regione (PSR 2014-2022), sostenuto dal FEASR, ha finanziato azioni incentrate sulla prevenzione quali l'ammodernamento dell'irrigazione, la riduzione del rischio idrogeologico, la protezione dalle gelate primaverili, il ripristino in caso di catastrofi per le aziende agricole e le foreste e la prevenzione degli incendi boschivi.

 

Questi investimenti si sono dimostrati efficaci: a Sogliano al Rubicone, i lavori di pendenza hanno ridotto i danni da frana nel 2023, mentre a Faenza un'azienda agricola è rimasta operativa a causa dell'ammodernamento dell'irrigazione e degli argini. Sulla base di questa esperienza, interventi analoghi sono ora in fase di ampliamento nell'ambito del piano strategico della PAC 2023-2027, con un'attenzione costante alla prevenzione, alla sostenibilità e all'integrazione degli NbS.

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