Comunicato stampa

La rivoluzione europea dell'idrogeno rinnovabile parte dalle città e dalle regioni

In questa pagina

  • Politica in materia di cambiamenti climatici
  • Politica ambientale
  • Green Deal europeo
  • Energia da fonti rinnovabili

La relatrice Censi (assessora alla mobilità di Milano): "L'idrogeno rinnovabile è essenziale per la decarbonizzazione delle nostre città e regioni. È giunto il momento di agire"

L'idrogeno rinnovabile è un elemento essenziale per realizzare gli obiettivi del Green Deal europeo e conseguire la neutralità climatica, in particolare per quanto riguarda la decarbonizzazione delle attività industriali e dei trasporti pesanti. In un parere adottato il 30 novembre, il Comitato europeo delle regioni (CdR) invita la Commissione europea a riconsiderare il ruolo degli enti locali e regionali nel futuro funzionamento della Banca europea dell'idrogeno, creata per stimolare e sostenere gli investimenti nell'idrogeno rinnovabile. Il parere del CdR, elaborato da Arianna Censi (IT/PSE), assessora alla mobilità del comune di Milano, è stato adottato una settimana dopo il lancio, da parte della Commissione europea, della prima asta pilota di 800 milioni di euro nel quadro della Banca europea dell'idrogeno.

Il CdR deplora la mancanza di strumenti di sostegno per gli enti locali e regionali che consentano loro di svolgere il ruolo di piattaforma naturale per collegare i produttori e gli utilizzatori di idrogeno, stimolare lo sviluppo delle competenze e agevolare i prossimi inviti a presentare proposte lanciati dalla Banca europea dell'idrogeno. Il Comitato osserva che gli enti locali e regionali sono attori fondamentali per quanto riguarda la concessione delle autorizzazioni per l'ulteriore diffusione delle fonti energetiche rinnovabili, l'assegnazione di parcelle territoriali ai progetti e la tutela delle norme ambientali. Con la sua imminente tabella di marcia per i distretti dell'idrogeno, la Commissione dovrebbe affrontare anche la questione dell'eliminazione degli ostacoli giuridici che impediscono agli enti locali e regionali stessi di contribuire alla produzione e alla vendita di idrogeno rinnovabile.

Il parere firmato da Censi sottolinea che l'idrogeno rinnovabile dovrebbe contribuire a decarbonizzare le attività industriali ad alta intensità energetica e i trasporti pesanti senza compromettere le opportunità occupazionali, in particolare nelle regioni ad alta intensità di carbonio. Secondo il parere, l'unica forma sostenibile di idrogeno compatibile con gli obiettivi del Green Deal europeo è l'idrogeno rinnovabile, e lo strumento della Banca europea dell'idrogeno deve puntare ad abbassarne i costi di produzione.

Infrastrutture per l'idrogeno a livello transfrontaliero

Le regioni e le città sostengono che le infrastrutture per l'idrogeno devono essere sviluppate non a livello nazionale, bensì transnazionale e transfrontaliero. Per quanto riguarda la promozione delle infrastrutture dell'UE per la produzione, lo stoccaggio, il trasporto, la distribuzione e il consumo di idrogeno, il CdR ribadisce l'importanza di garantire l'equilibrio geografico in tutta l'UE. Si dovrebbe fornire un sostegno specifico alle città e alle regioni che dispongono di una capacità ridotta di produzione di energia rinnovabile e che incontrano ostacoli evidenti all'importazione di idrogeno rinnovabile. La Commissione europea dovrebbe inoltre indire aste macroregionali per l'idrogeno e assicurarsi che la dotazione finanziaria sia equamente ripartita tra le diverse regioni.

Aumentare le risorse

Il CdR chiede altresì di aumentare il bilancio della Banca europea dell'idrogeno attraverso risorse supplementari messe a disposizione dal sistema ETS, come pure da altri programmi di finanziamento dell'UE e da risorse nazionali, al fine di incentivare un più ampio spread del mercato, consentire l'effettivo coinvolgimento delle imprese più piccole e delle PMI e dare un sostegno più efficace ai settori industriali che dovranno affrontare costi di transizione più elevati. I leader locali e regionali sottolineano l'importanza di promuovere la produzione e l'utilizzo locali e regionali dell'idrogeno rinnovabile, anche nello spirito dei distretti dell'idrogeno, un concetto che mira a creare poli d'innovazione in materia di idrogeno. Secondo le stime, entro il 2030 si potrebbe creare 1 milione di nuovi posti di lavoro per l'intera catena del valore dell'idrogeno.

La relatrice

"Dalla mobilità all'industria, dall'elettricità alle infrastrutture, l'idrogeno rinnovabile è un vettore essenziale verso la neutralità climatica. Contribuirà in modo significativo alla decarbonizzazione delle nostre città e regioni, nonché alla lotta contro la povertà energetica e la povertà di mobilità. L'UE ha portato a termine la definizione dei principali pilastri del suo quadro normativo che stimoleranno l'emergente economia dell'idrogeno non solo come faro di speranza per la salute del nostro pianeta, ma anche come fattore chiave per la crescita sostenibile e la creazione di posti di lavoro. Con la maggior parte delle norme ormai in vigore e l'avvio della prima asta, è giunto il momento di agire", ha sottolineato Arianna Censi.

Per saperne di più

La settimana scorsa la Commissione europea ha lanciato ufficialmente la prima asta pilota di 800 milioni di euro nell'ambito della Banca europea dell'idrogeno. È ora possibile presentare le offerte e la decisione sui progetti vincenti è prevista per aprile 2024. La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato che la seconda asta della Banca europea dell'idrogeno si terrà nella primavera del 2024 con un bilancio di 2,2 miliardi di euro. Questa cifra rappresenta quasi il triplo del bilancio dell'attuale asta pilota e rispecchia l'impegno di 3 miliardi di euro assunto dalla Presidente von der Leyen nel suo discorso sullo stato dell'Unione del 2022.

Contatto stampa:

Lauri Ouvinen

Tel. +32 473536887

Lauri.Ouvinen@cor.europa.eu