Comunicato stampa

La semplificazione non deve mettere a repentaglio la protezione dell'ambiente né spostare l'onere sulle città e sulle regioni

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Le regioni e le città criticano l'approccio "omnibus" della Commissione europea che propone di riaprire le direttive recentemente rivedute ed esortano l'UE a mantenere la rotta verso l'obiettivo "inquinamento zero".

Le regioni e le città hanno sottolineato che l'intenzione della Commissione europea di semplificare la legislazione ambientale e ridurre gli oneri amministrativi per le imprese non dovrebbe trasferire le responsabilità amministrative, finanziarie o di esecuzione agli enti locali e regionali senza misure di sostegno adeguate.

In un parere adottato nella sessione plenaria del 7 maggio, il Comitato europeo delle regioni (CdR) ha inoltre espresso preoccupazione per il fatto che alcune delle modifiche proposte nel cosiddetto pacchetto omnibus ambientale rischiano di ridurre le norme ambientali. Hanno sottolineato che l'UE deve continuare a impegnarsi a favore della sua ambizione "inquinamento zero".

Nel suo parere, elaborato da Nadia Pellefigue (FR/PSE), vicepresidente della regione Occitania, il CdR ha accolto con favore l'obiettivo di rafforzare la competitività e la resilienza dell'industria dell'UE, sottolineando nel contempo che gli sforzi di semplificazione non devono ostacolare il conseguimento degli obiettivi ambientali dell'UE né comportare oneri o costi aggiuntivi per gli enti locali e regionali. Eventuali nuove responsabilità, come l'introduzione di punti di contatto unici, dovrebbero essere accompagnate da un sostegno finanziario, tecnico e amministrativo sufficiente, in particolare per i comuni più piccoli che devono far fronte a vincoli in termini di capacità e risorse.

Il CdR sottolinea che l'UE deve mantenere standard elevati in settori quali la politica in materia di sostanze chimiche, il controllo dell'inquinamento, la protezione della biodiversità, la gestione dei rifiuti e le emissioni industriali. Sottolinea che qualsiasi misura di semplificazione deve rispettare pienamente il principio "non arrecare un danno significativo" e i principi di precauzione, azione preventiva, rettifica alla fonte e "chi inquina paga".

Le regioni e le città criticano anche l'approccio omnibus della Commissione europea, che raggruppa molte modifiche legislative con, a loro avviso, una coerenza limitata, senza valutazioni d'impatto specifiche e con processi di consultazione molto limitati. Sottolineando che la certezza del diritto e la credibilità ambientale sono prerequisiti per la competitività, il CdR mette in guardia contro la riapertura prematura delle direttive rivedute di recente senza tempo per valutarne gli effetti.

Il parere esprime preoccupazione per il rispetto del principio di proporzionalità da parte delle proposte, in particolare quando le misure di semplificazione rischiano di trasferire gli oneri amministrativi, finanziari o di esecuzione agli enti locali e regionali.

Pur sostenendo gli sforzi volti a istituire procedure di autorizzazione più rapide, prevedibili e coordinate, il CdR sottolinea che la rapidità non deve compromettere la qualità e che le scadenze uniformi dell'UE per lo screening e le valutazioni ambientali non riflettono adeguatamente la diversità delle capacità territoriali e delle strutture amministrative. Dovrebbe invece spettare agli Stati membri stabilire procedure e termini nazionali realistici e prevedibili, ma flessibili, che siano adattati alle condizioni locali. Inoltre, il CdR si oppone a qualsiasi proposta di restrizione dell'accesso alla giustizia e ritiene che le revisioni riguardanti le specie protette non dovrebbero essere introdotte attraverso questo tipo di procedura omnibus.

Il CdR mette inoltre in guardia contro l'annuncio di abrogare o sospendere la banca dati SCIP o i relativi obblighi di informazione sulle sostanze pericolose, fino a quando non sarà operativo in tutta l'UE un sistema di passaporto digitale dei prodotti pienamente funzionante e interoperabile che offra almeno lo stesso livello di tracciabilità, accessibilità e capacità di applicazione.

Citazione:

Relatrice Nadia Pellefigue (FR/PSE), vicepresidente della regione Occitania: "La semplificazione è necessaria, ma non può andare a scapito della tutela dell'ambiente o della certezza del diritto. Se sposta i costi e le responsabilità sulle città e sulle regioni, non si tratta di semplificazione. Abbiamo bisogno di una legislazione ben preparata e basata su dati concreti che sostenga coloro che attuano le norme dell'UE e rafforzi la credibilità ambientale e la competitività dell'Europa."

Maggiori informazioni:

  • Foto e video della sessione plenaria.
  • Seguire l'account del servizio stampa su X.
  • Nel dicembre 2025 la Commissione europea ha presentato il cosiddetto pacchetto omnibus ambientale con l'obiettivo di ridurre gli oneri amministrativi per le imprese semplificando la legislazione ambientale nei settori delle emissioni industriali, dell'economia circolare, delle valutazioni ambientali e dei dati geospaziali. La Commissione intende accelerare e razionalizzare le procedure di autorizzazione per tutti i progetti, in particolare nei settori strategici, quali i progetti digitali strategici, i progetti relativi alle materie prime critiche e gli alloggi a prezzi accessibili. Il pacchetto, composto da sei proposte legislative, fa parte di uno sforzo più ampio in linea con la bussola per la competitività dell'UE.

Contatto:

Lauri Ouvinen
Tel. +32 473536887
lauri.ouvinen@cor.europa.eu

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