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Cooperazione territoriale: servono più fondi e maggiore flessibilità per il programma Interreg

In questa pagina

  • Riforma della politica di coesione
  • Cooperazione transfrontaliera e territoriale
  • Quadro finanziario pluriennale (QFP)
  • Coesione territoriale

Oltre 300 tra leader locali e regionali, esperti e professionisti del settore si sono riuniti in Croazia per discutere di come sostenere le regioni frontaliere attraverso una cooperazione territoriale europea più incisiva

Partecipanti provenienti da 30 paesi europei – Stati membri dell'UE e altri paesi – si sono riuniti il 14 maggio a Sebenico (Croazia) e hanno chiesto maggiori finanziamenti e un ruolo più incisivo per la cooperazione territoriale, in particolare in vista di un possibile allargamento dell'Unione. Le sfide attuali e future di Interreg, uno dei programmi più noti dell'Unione europea, sono state discusse nel corso di una conferenza organizzata dal Comitato europeo delle regioni (CdR), in collaborazione con INTERACT e la presidenza croata dell'EUSAIR.

I 150 milioni di cittadini europei che vivono nelle regioni frontaliere sono i principali beneficiari dei progetti realizzati attraverso Interreg, il programma faro dell'Unione europea che da quasi 35 anni promuove la cooperazione territoriale transregionale e transnazionale.

Il convegno sul futuro di Interreg, organizzato dal CdR in collaborazione con INTERACT e con la presidenza croata della strategia dell'UE per la regione adriatica e ionica (EUSAIR) ha richiamato l'attenzione dei governi nazionali e delle istituzioni UE sul ruolo fondamentale di Interreg per le regioni e le città, in particolare per rafforzare la coesione, favorire l'allargamento e rafforzare le relazioni con i paesi vicini dell'UE.

Le recenti crisi, dalla gestione dei flussi migratori alla pandemia di COVID-19 all'aggressione russa nei confronti dell'Ucraina, hanno posto le regioni d'Europa davanti a sfide senza precedenti, soprattutto quelle frontaliere che sono le più esposte. Le soluzioni più efficaci richiedono spesso la capacità di mobilitare competenze e risorse transfrontaliere, un obiettivo a cui Interreg può contribuire in modo decisivo.

Nel parere sul futuro della politica di coesione adottato recentemente dal CdR, i leader locali e regionali europei hanno chiesto che la dotazione di bilancio post-2027 per la politica regionale sia almeno equivalente a quella del periodo 2021-2027 in termini reali e che quella del programma Interreg sia accresciuta e rappresenti non meno dell'8 % dell'importo totale. Questo consentirebbe di rafforzare la cooperazione transfrontaliera dopo il rallentamento subito a causa delle restrizioni legate alla COVID-19 e dell'aggressione russa nei confronti dell'Ucraina.

Gli oltre 300 partecipanti presenti al convegno hanno delineato una visione strategica che consenta alla cooperazione territoriale europea di agire rapidamente grazie a maggiore flessibilità, sinergia e complementarità, anche grazie al rafforzamento dei poteri locali. Le proposte elaborate a Sebenico contribuiranno all'elaborazione di un parere del CdR sul futuro della cooperazione territoriale europea dopo il 2027.

Dichiarazioni

Stella Arneri, Direttore generale, Direzione per la cooperazione territoriale europea, Ministero dello sviluppo regionale e dei fondi UE, della Croazia: "Se ci fermiamo a guardare i precedenti risultati di Interreg, sono sicuro che potremo sostenere con fermezza una cooperazione territoriale ancora più forte, con un aumento della dotazione di bilancio per questo programma. Siamo ancora in tempo per discutere della necessità di una sua messa a punto per rispondere meglio alle richieste dei territori".

Petra Masacova, capo dell'autorità di gestione di INTERACT: "Un futuro con un Interreg più debole e una politica di coesione più debole è un futuro in cui le disparità regionali cresceranno più rapidamente, alimentando il malcontento. I programmi Interreg hanno sostenuto il rafforzamento dei poteri regionali e hanno consentito di realizzare soluzioni alle sfide più visibili alle frontiere, che siano esse ostacoli all'accesso all'assistenza sanitaria, ai trasporti o alla protezione del nostro ambiente comune. Essendo costruiti sulla fiducia acquisita in anni di cooperazione e lavoro insieme, i programmi Interreg sono meccanismi efficaci per produrre risultati che migliorano la vita dei cittadini europei".

Contesto

  • La cooperazione territoriale europea, denominata "Interreg", è uno strumento fondamentale dell'UE per rafforzare la convergenza regionale. Nell'ambito della politica di coesione dell'UE, Interreg costituisce una pietra angolare dell'integrazione europea e della coesione economica, sociale e territoriale dell'Unione, con particolare attenzione alle regioni che presentano svantaggi naturali o demografici e alle zone transfrontaliere. Per Interreg, il bilancio pluriennale dell'UE per l'attuale periodo 2021-2027 stanzia quasi 10 miliardi di EUR.
  • Gli 86 programmi nel quadro di Interreg – finanziati dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), dallo strumento di preadesione (IPA) e dallo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale (NDICI) – operano a livello transfrontaliero nell'UE e alle sue frontiere esterne, rimuovendo gli ostacoli amministrativi, avvicinando i cittadini europei, contribuendo a risolvere problemi comuni a livello locale o regionale, facilitando la condivisione di idee e risorse e incoraggiando il lavoro strategico per la realizzazione di obiettivi comuni.
  • L'EUSAIR è una delle quattro strategie macroregionali dell'Unione europea. Abbraccia il bacino del Mare Adriatico e del Mar Ionio e coinvolge 10 paesi: quattro Stati membri dell'UE (Grecia, Croazia, parti dell'Italia e Slovenia), cinque paesi candidati (Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Serbia e Macedonia del Nord) e un paese terzo, San Marino. È l'unica strategia macroregionale che coinvolge paesi che non fanno parte dell'UE.

La presidenza di turno dell'EUSAIR ha un mandato di un anno ed è attualmente esercitata dalla Croazia (dal 1º giugno 2023).

  • Il programma Interact funge da sportello unico per i programmi Interreg ed è incentrato sul miglioramento del processo di cooperazione. Esso è inteso a rafforzare la capacità di gestione dei programmi Interreg, la governance e l'attuazione delle strategie macroregionali dell'UE.

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Matteo Miglietta

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