Comunicato stampa

Stato delle regioni e delle città dell'UE: L'Europa ha bisogno di "una democrazia più forte e di una maggiore coesione, mettendo al centro le regioni e le città"

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A otto mesi dalle prossime elezioni europee, il Presidente Cordeiro ha sottolineato che questo è l'unico l'antidoto al crescente malcontento in Europa.

Il presidente del Comitato europeo delle regioni, Vasco Alves Cordeiro, ha pronunciato il suo discorso annuale sullo Stato delle regioni e delle città dell'Unione europea, che coincide con la pubblicazione della relazione 2023 sullo Stato delle regioni e delle città, durante l'evento di apertura della Settimana europea delle regioni e delle città. La relazione comprende un'indagine, condotta in collaborazione con IPSOS, tra i leader locali e regionali in tutti i 27 Stati membri dell'UE.

Il presidente del Comitato europeo delle regioni, Vasco Alves Cordeiro, ha iniziato il suo intervento sostenendo che le regioni e le città hanno gestito sempre più crisi: "Il 2023 è già un anno record — per motivi sfortunati. L'estate più calda mai registrata. Con questo caldo estremo sono arrivati incendi, ondate di calore, siccità, ma anche tempeste e inondazioni". La crisi climatica "prende vite, rovina la nostra economia e minaccia il nostro futuro", ha sottolineato, ma anche "rafforza le disuguaglianze. E questo può portare a conseguenze e impatti che iniziano con il clima, l'economia o le infrastrutture, ma possono anche influenzare le istituzioni politiche e la democrazia", ricordando che "senza il coinvolgimento, senza la mobilitazione di regioni e città non è possibile tradurre gli impegni globali in azioni locali".

Per quanto riguarda la ricostruzione dell'Ucraina e il sostegno delle città e delle regioni, ha aggiunto: "Il Comitato europeo delle Regioni svolgerà il suo ruolo di garantire che si tenga conto della dimensione locale e regionale e che le politiche chiave, come la politica di coesione, continuino a essere investimenti a lungo termine fondamentali in tutti i territori. L'allargamento non è solo una questione di numeri e di bilancio. Si tratta di un impegno politico e avverrà nell'interesse dei paesi candidati ma anche nell'interesse dell'Unione europea. Dobbiamo essere pronti a questo passo storico del nostro cammino comune europeo e dobbiamo essere consapevoli che, qualunque sia il costo, sarebbe molto più costoso chiudere la porta dell'Europa a coloro che vogliono far parte di questo straordinario viaggio politico".

Come illustrato nella relazione, le disuguaglianze sociali sono in aumento in tutta Europa: oltre 32 milioni di europei non sono in grado di permettersi un pasto adeguato ogni due giorni e 40 milioni non sono stati in grado di mantenere le loro case al caldo nel 2022. Per il presidente Cordeiro, "la coesione sociale nei nostri territori è ancora un obiettivo. Gli enti locali e regionali sono i primi a far fronte alle sfide e sono i primi a rispondere nonostante i costi". Il presidente ha poi chiesto "soluzioni europee, con produzioni energetiche e alimentari locali e un sostegno su misura alle persone bisognose, in particolare ai più vulnerabili".

Per rispondere a queste sfide e realizzare le transizioni verde e digitale, affrontando al contempo il cambiamento demografico, "gli investimenti pubblici sono la chiave — ha aggiunto — per il nostro obiettivo di coesione territoriale, sociale ed economica in Europa". Per il Presidente Cordeiro, è chiaro che "rendere la politica di coesione adatta al futuro si basa su idee semplici: flessibilità con prevedibilità, partenariato e responsabilità", e "dobbiamo lavorare in partenariato con tutte le regioni e le città. Per questo motivo è necessario rafforzare il codice di condotta sul partenariato".

Il presidente Cordeiro ha concluso sottolineando il ruolo svolto dagli enti locali e regionali nelle loro comunità: "il successo di politiche ambiziose ha bisogno di un ingrediente fondamentale: fiducia. I dati mostrano che i cittadini ripongono più fiducia nei rappresentanti locali e regionali di quanto ripongano nei loro governi nazionali. In vista delle elezioni europee del 2024, il presidente Cordeiro ha affermato che le regioni e le città "hanno un ruolo da svolgere anche se i nostri nomi potrebbero non essere al voto". Abbiamo la responsabilità di dimostrare che la democrazia produce a tutti i livelli". Il Presidente ha sottolineato che "un ruolo più forte per le regioni e le città dell'UE sarà fondamentale prima delle grandi sfide che dobbiamo affrontare, prima di ampliare la nostra Unione. Ciò non può che rafforzare il nostro tessuto democratico comune, chiedendo "politiche sul campo e una democrazia europea rinvigorita, con le regioni e le città al centro".

Tra i punti principali della relazione annuale dell'UE sullo stato delle regioni e delle città ci sono:

  • Le regioni e le città dell'UE sono fondamentali per la buona riuscita dell'accoglienza e dell'integrazione degli sfollati ucraini.Circa la metà delle regioni e delle città dell'UE riferisce di stare ospitando rifugiati provenienti dall'Ucraina. La regione dell'UE che ospita il maggior numero di rifugiati ucraini è il Land tedesco della Renania settentrionale-Vestfalia, seguito dalla regione polacca della Masovia, con poco più di 200 000 persone. La Lombardia è la regione italiana con il maggior numero di cittadini ucraini registrati (fra 31.922 e 39.057), seguita dall'Emilia-Romagna (fra 20.000 e 24.275).

Per la maggior parte delle regioni e delle città (60%), il fatto di dare accoglienza a dei rifugiati nelle rispettive comunità reca evidenti vantaggi – tra gli altri – sia sul piano demografico che economico.

I quattro quinti delle regioni dell'UE (83%) ritengono di poter contribuire in qualche modo alla ricostruzione dell'Ucraina. L'Alleanza delle città e delle regioni per la ricostruzione dell'Ucraina, istituita dal CdR e da numerosi partner nel giugno 2022, sta contribuendo a colmare le lacune a livello di cooperazione subnazionale.

  • La maggioranza dei politici regionali e locali (75%) sostiene di risentire della mancanza di appositi meccanismi di finanziamento per affrontare le sfide dell'adattamento ai cambiamenti climatici. Particolarmente colpite, specie dalle ondate di calore più prolungate e intense, sono le regioni che hanno livelli elevati di occupazione nell'agricoltura o nell'edilizia. Inoltre l'aumento della temperatura globale sta avendo conseguenze piuttosto significative per l'industria turistica locale. Puglia e Sicilia sono fra le regioni italiane più esposte al calo di una domanda turistica nel caso di un aumento delle temperature fino a 4°.
  • Lo strumento NextGenerationEU rimane sordo alle istanze territoriali. Secondo il nuovo Barometro regionale e locale, oltre il 70% degli enti locali e regionali afferma di non essere stato coinvolto nell'attuazione del dispositivo per la ripresa e la resilienza, pietra angolare del piano di ripresa post-pandemia NextGenerationEU.
  • Le regioni e le città si sono mobilitate per realizzare la transizione verde, ma l'Europa deve evitare un "divario verde". Il sondaggio del CdR evidenzia che le regioni e le città hanno adottato misure tese in particolare a ridurre i consumi energetici (62%), promuovere la conservazione della natura e l'inverdimento delle città (40%) e ridurre i rifiuti e il loro impatto ambientale (37%). Vi sono però regioni in Cechia, Germania, Ungheria, Polonia e altrove che perdono posti di lavoro a causa della chiusura di industrie ad alta intensità di carbonio. È quindi essenziale assisterle realizzando investimenti e migliorando le competenze dei lavoratori, per evitare di creare un "divario verde" in Europa.Il 45% delle regioni e delle città ha fissato obiettivi di neutralità climatica più ambiziosi rispetto a quelli dell'UE.
  • Si stima che 30 milioni di persone hanno lasciato o lasceranno le zone rurali d'Europa tra il 1993 e il 2033, l'equivalente della somma delle popolazioni di Romania, Bulgaria e Lituania. Inoltre, tra il 2015 e il 2021 la percentuale di persone di età superiore a 65 anni è aumentata del 5% nelle zone rurali, il doppio rispetto alle zone urbane. A otto mesi dalle elezioni europee, tale situazione preoccupante rappresenta una minaccia per la democrazia europea, in quanto è facile che le persone che rimangono nelle zone rurali si sentano lasciate indietro dalle istituzioni locali, nazionali ed europee.
  • La fiducia nelle amministrazioni locali e regionali rimane maggiore della fiducia nel livello nazionale e in quello dell'UE. Essa continua a crescere e rimane più elevata rispetto a quella nei confronti del livello nazionale e di quello dell'UE: i sondaggi di opinione condotti dal 2018 ad oggi indicano costantemente che gli enti locali e regionali sono l'unica forma di governo che gode della fiducia di oltre la metà degli intervistati nell'UE.

Per saperne di più:

Testo integrale del discorso del Presidente Vasco Alves Cordeiro: video e testo.

Immagini del discorso e della sessione di apertura della Settimana europea delle regioni e delle città.

Schede informative e materiale multimediale.

Testo integrale della relazione dell'UE sullo stato delle regioni e delle città

Sondaggio Barometro regionale e locale e scheda relativa all'Italia.

Edizioni precedenti della relazione.

Contatti stampa:

Monica Tiberi - Portavoce del Presidente

Cell. +32 479 51 74 43

monica.tiberi@cor.europa.eu