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I punti di contatto regionali per la cibersicurezza, gli audit periodici per verificare la preparazione delle autorità locali e la formazione sono tra le richieste dei leader locali e regionali.
In un parere adottato il 10 dicembre in sessione plenaria, elaborato da Anne Rudisuhli (FR/Renew Europe), consigliera dipartimentale di Buches-du-Rhône, membri del Comitato europeo delle regioni (CdR) hanno accolto con favore l'ambizione della nuova strategia ProtectEU, ma hanno invitato la Commissione europea e i governi nazionali a coinvolgere efficacemente gli enti locali e regionali nella sua attuazione.
La strategia ProtectEU, presentata dalla Commissione europea in aprile, mira a rafforzare la resilienza dell'UE contro le minacce emergenti alla sicurezza attraverso un approccio alla sicurezza interna che coinvolga l'intera società. Questo approccio integra la sicurezza interna e incide anche sulle politiche sociali, educative, digitali, economiche, ambientali e culturali.
Sebbene le città e le regioni non possano combattere da sole il traffico transfrontaliero, gli attacchi terroristici o le minacce informatiche, devono essere riconosciute come partner essenziali per attuare strategie di prevenzione e proteggere i cittadini e le infrastrutture cruciali. I leader locali e regionali hanno pertanto sottolineato la necessità di rafforzare la cooperazione tra le autorità nazionali e territoriali, le autorità portuali, le dogane e le agenzie europee come Europol e Frontex.
Migliorare la cibersicurezza in Europa
Poiché gli attacchi informatici alle infrastrutture locali, come ospedali e scuole, stanno aumentando in modo preoccupante, il parere propone due nuovi strumenti: l'istituzione di punti di contatto regionali per la cibersicurezza al fine di coordinare l'azione locale e, con il sostegno della competente agenzia dell'UE ENISA, audit periodici delle autorità locali per valutarne il livello di vulnerabilità e orientare i loro investimenti.
Unità di supporto alle famiglie per prevenire e combattere la radicalizzazione
La sicurezza inizia a livello locale, dove i primi segni di radicalizzazione sono spesso rilevati nelle scuole, nelle società sportive o nelle associazioni. Di conseguenza, i leader locali e regionali hanno raccomandato l'uso diffuso di unità di sostegno per le famiglie che si occupano di radicalizzazione e la creazione di una rete UE di queste misure, sostenuta da una formazione reciproca per il personale in prima linea. La Commissione europea dovrebbe inoltre fornire strumenti concreti come la formazione e il sostegno di esperti per attuare la strategia di sicurezza sul campo.
Citazione
Relatrice Anne Rudisuhli (FR/Renew E.), consigliera dipartimentale di Buches-du-Rhône: "Ci troviamo di fronte a gravi minacce per le nostre infrastrutture, tra cui la criminalità organizzata, la radicalizzazione, gli attacchi informatici e lo sfruttamento online dei minori. Per questo motivo il mio parere chiede il riconoscimento del ruolo cruciale svolto dagli enti locali nella nuova strategia europea in materia di sicurezza. ProtectEU deve dotare i territori di strumenti pratici, in quanto sono in prima linea: individuare i segnali di allarme rapido e attuare politiche preventive efficaci."
Contesto
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