Comunicato stampa

Futuro bilancio UE: regioni e città chiedono nuove garanzie per promuovere la coesione sociale, territoriale ed economica in Europa

In questa pagina

  • Politica di coesione
  • Riforma della politica di coesione
  • Fondi strutturali e di investimento europei
  • Quadro finanziario pluriennale (QFP)
  • Coesione territoriale
  • EU Cohesion Policy funds
  • European Social Fund
  • Cohesion policy reform

Il relatore Menesini, consigliere provinciale Lucca: "Bene semplificare, ma senza perdere la capacità di indirizzare lo sviluppo verso sostenibilità e coesione territoriale"

Semplificare le regole per misurare l'efficienza della spesa dei fondi europei sul territorio, ma non ad ogni costo. Il rischio, altrimenti, è di perdere efficienza nell'uso di risorse sul territorio e ampliare le disuguaglianze sociali ed economiche, invece di appianarle. Queste sono le principali proposte presentate dal Comitato europeo delle Regioni (CdR) in nel parere sulla riforma post-2027 del regolamento europeo sul "quadro della performance", di cui è relatore il consigliere provinciale di Lucca e presidente del gruppo dei socialisti europei al CdR Luca Menesini (IT/PES). Il testo, adottato all'unanimità in sessione plenaria il 6 maggio, chiede anche che venga aggiunto un nuovo principio trasversale a tutte le politiche europee per proteggere la coesione territoriale.

I leader locali e regionali hanno accolto con favore l'obiettivo di semplificare il modo in cui l'efficienza della spesa UE viene monitorata. Tuttavia, hanno chiesto che questa sia accompagnata da forti salvaguardie per garantire che il rafforzamento della coesione territoriale sia una priorità per tutte le politiche dell'Unione, seguendo il principio 'non danneggiare la coesione'.

L'aggiunta di un nuovo principio orizzontale a difesa della coesione, sostengono i leader locali e regionali, non andrebbe ad appesantire le procedure ma risponderebbe alla necessità di monitorare - ed eventualmente correggere - attraverso indici territoriali la spesa dei nuovi Piani di Partenariato Nazionali e Regionali, oltre al nuovo fondo per la competitività e Horizon Europe.

Per quanto riguarda la politica di coesione nello specifico, i membri del CdR temono che, invece di semplificare, il nuovo sistema basato sul raggiungimento di target e obiettivi, che sostituirà quello attuale basato sul rimborso delle spese, porti con sé maggiore complessità nelle procedure, rischiando di aumentare la burocrazia e i controlli. I leader locali e regionali hanno sottolineato che la piena attuazione delle nuove regole può essere efficace solo evitando sovrapposizione e contrasto tra due sistemi (quello basato sulle prestazioni e quello basato sui costi) o sulluso di indicatori. Per questo, il CdR ritiene necessario un periodo di transizione per dare il tempo di fornire formazione e assistenza tecnica a livello UE ai funzionari pubblici che dovranno lavorare con il nuovo "quadro della performance".

I punti chiave per la riforma della politica di coesione

Il parere redatto da Luca Menesini è stato adottato insieme ad altri due pareri che analizzano diversi aspetti della proposta della Commissione europea di riforma della politica di coesione post-2027. I membri del Comitato delle Regioni sostengono la necessità di modernizzare la struttura del budget europeo ma si oppongono fermamente ai tagli di bilancio e al tentativo di centralizzare le decisioni di spesa mettendo a repentaglio l'intera struttura delle politiche regionali europee e creando una competizione tra le diverse priorità di spesa.

All'interno della sua proposta per il bilancio a lungo termine dell'Unione 2028-34, la Commissione europea ha suggerito di creare un unico grande fondo che integri politiche di coesione, agricole, della pesca e altre ancora, da gestire attraverso Piani di Partenariato Nazionali e Regionali (PPNR).

I membri del CdR hanno chiesto di aumentare il budget dei PPNR, in linea con la richiesta del Parlamento Europeo, e che i "controlli regionali" sugli PPNR suggeriti dal Presidente della Commissione europea siano attuati tramite "valutazioni di governance multilivello". Questo renderebbe obbligatorio per gli Stati membri consultare le autorità locali e regionali durante la preparazione dei PPNR. Regioni e città avrebbero poi il diritto di attivare una "clausola di sussidiarietà" nel caso in cui ritenessero di essere state escluse, chiedendo alla Commissione europea di respingere i PPNR eccessivamente centralizzati.

Inoltre, il CdR invita gli Stati membri a valutare l'impatto locale e regionale dei loro piani e la Commissione a garantire che le specifiche sfide territoriali in ciascun paese siano chiaramente identificate e affrontate.

Infine, i membri del CdR si oppongono all'idea che i PPNR diventino un "salvadanaio" a disposizione degli Stati membri. Propongono quindi di fare riferimento ai diversi fondi, come il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e il Fondo di Coesione, che hanno le proprie specificità e che - per essere efficaci - dovrebbero beneficiare di quantità chiaramente definite di risorse. Anche il Fondo Sociale Europeo (FSE) dovrebbe far parte degli strumenti a disposizione della politica di coesione, con una propria dotazione di bilancio.

Dichiarazione

Luca Menesini (IT/PES), relatore sul regolamento sul "quadro della performance", consigliere provinciale di Lucca e Presidente del gruppo PES al CdR: "Siamo tutti d'accordo che i fondi europei vanno semplificati. Troppi indicatori, troppe norme sovrapposte, troppo carico sulle spalle delle amministrazioni locali. Ma semplificare non può significare rinunciare a sapere dove vanno i soldi e cosa producono sul territorio. Quando si misura male, si investe peggio: lo abbiamo visto con i Piani di Ripresa e Resilienza, dove la pressione sui target ha spinto molte autorità a scegliere i progetti più facili invece dei più utili. Con questo parere chiediamo che il nuovo quadro di performance non ripeta quell'errore."

Maggiori informazioni

·Video e immagini della sessione plenaria.

·Il testo consolidato dei pareri sarà disponibile alcuni giorni dopo l'adozione tramite i link:

Regolamento sul "quadro della performance" (Menesini);
Fondo europeo di sviluppo regionale, comprensivo della Cooperazione territoriale europea (Interreg) e Fondo di coesione (Guardiola Martín);

Regolamento sul fondo per i piani NRP (Boc-Cordeiro).

·I pareri adottati fanno parte di una serie di 20 pareri su cui il CdR sta lavorando per valutare aspetti specifici e regolamenti del futuro bilancio a lungo termine dell’UE 2028‑2034: Consulta la roadmap dei pareri.

Contatto

Matteo Miglietta
Tel. +32 470895382
matteo.miglietta@cor.europa.eu

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