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Finanziamenti dell'UE al centro della riunione del gruppo di lavoro sulla Bosnia-Erzegovina

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  • Commission
  • Relazioni esterne, allargamento e politica di vicinato

Il 5 novembre i membri del Comitato europeo delle regioni (CdR) hanno esortato i leader locali e regionali della Bosnia-Erzegovina ad accelerare le riforme raccomandate dall'Unione europea e a cogliere le opportunità per sviluppare la capacità amministrativa offerta dai finanziamenti dell'UE.

La delegazione di membri del CdR, guidata da Csaba Borboly (RO/PPE), ha incontrato i leader locali e regionali a Travnik nel quadro del gruppo di lavoro del CdR sulla Bosnia-Erzegovina. Hanno ribadito il loro sostegno all'adesione della Bosnia-Erzegovina all'UE, sottolineando nel contempo che l'allargamento è un processo meritocratico.

I membri del CdR si sono recati in Bosnia-Erzegovina su invito di Kenan Dautović, sindaco di Travnik e presidente dell'Associazione delle città e dei comuni della Federazione della Bosnia-Erzegovina. L'Associazione delle città e dei comuni della Republika Srpska era rappresentata anche da Milan Zečević.

La delegazione del CdR ha inoltre proceduto a uno scambio di opinioni con l'ambasciatore dell'UE in Bosnia-Erzegovina, Luigi Soreca, e Goran Behmen, ambasciatore in generale presso il ministero degli Affari esteri della Bosnia-Erzegovina.

Il gruppo di lavoro, istituito nel 2025, si riunisce due volte l'anno per esaminare i progressi compiuti a livello locale e regionale in merito alle riforme richieste dall'UE prima dell'adesione all'UE e per discutere un tema di particolare interesse per gli enti locali e regionali. A Travnik si è tenuta una discussione specifica su come le amministrazioni locali e regionali possano beneficiare dell'accesso ai finanziamenti e ai programmi dell'UE e sulla capacità amministrativa necessaria.

La visita è avvenuta il giorno dopo che la Commissione europea ha pubblicato la sua ultima relazione sui progressi della Bosnia-Erzegovina in materia di riforme connesse all'UE. Presentando le sue principali conclusioni, l'ambasciatore dell'UE e rappresentante speciale dell'Unione europea in Bosnia-Erzegovina, Luigi Soreca, ha descritto i progressi compiuti nell'ultimo anno come disomogenei, ha chiesto un rinnovato slancio riformatore e ha sottolineato che anche gli enti locali e regionali possono svolgere un ruolo importante nell'attuazione del programma di riforme del paese.

Citazioni:

  • Csaba Borboly (RO/PPE), presidente del gruppo di lavoro Bosnia-Erzegovina e vicepresidente del consiglio della contea di Harghita: "I governi nazionali negoziano, ma le città e le regioni fanno funzionare molte riforme. Per questo motivo gli enti locali e regionali della Bosnia-Erzegovina devono essere coinvolti in una fase iniziale del processo negoziale dell'UE e la loro voce deve essere ascoltata prima di prendere decisioni. Un migliore dialogo locale significa decisioni migliori, basate su esigenze reali sul campo e, in ultima analisi, migliori servizi pubblici per i cittadini."
  • Kenan Dautović, sindaco di Travnik: "Il processo di integrazione europea non deve rimanere esclusivamente a livello delle istituzioni governative. I comuni e le città devono pertanto diventare partner attivi nella pianificazione e nell'attuazione delle riforme, con un adeguato sostegno finanziario e tecnico. Un ruolo particolarmente importante in questo processo deve essere assunto dall'Associazione dei comuni e delle città della Federazione della Bosnia-Erzegovina e dall'Associazione dei comuni e delle città della Republika Srpska, che dovrebbero svolgere un ruolo più incisivo nel rappresentare gli interessi dei governi locali e nel garantire la loro partecipazione più attiva alla definizione e all'attuazione dei processi di riforma. I cittadini riconosceranno le norme europee solo quando si tradurranno in migliori servizi pubblici, migliori infrastrutture e una migliore qualità della vita nelle loro comunità locali."

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