Luxembourg
Tom JUNGEN
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Mayor of the Municipality of Roeser
Il Comitato europeo delle regioni (CdR) ha espresso la sua opposizione all'intenzione della Commissione europea di fondere il Fondo sociale europeo (FSE) con altri strumenti dell'UE nell'ambito di piani nazionali unici, chiedendo che sia preservato come strumento autonomo. Il Comitato ha inoltre chiesto di aumentare il bilancio dell'FSE, portandolo a oltre 124 miliardi di EUR nel periodo 2028-34.
La richiesta è stata inserita nel parere adottato all'unanimità dalla sessione plenaria del 2 luglio, elaborato da Tom Jungen (LU/PSE), sindaco di Roeser.
I leader regionali e locali hanno sostenuto che lo spopolamento delle zone rurali, la povertà energetica, la disoccupazione e i senzatetto sono emergenze sociali che devono essere affrontate dall'Unione europea e che l'UE non può affrontarle efficacemente senza le risorse finanziarie necessarie. L'obiettivo minimo del 14 % per la spesa sociale previsto dalla Commissione europea nella sua proposta per il bilancio a lungo termine dell'UE per il periodo 2028-34 non è sufficiente. Essi hanno pertanto chiesto che il Fondo sociale europeo sia preservato e che sia uno dei principali strumenti finanziari dell'UE, con un bilancio settennale da aumentare dagli attuali 100 miliardi di EUR ad almeno 124,19 miliardi di EUR (2025 prezzi).
Si stima che 94,6 milioni di persone, due cittadini dell'UE su dieci, vivano in famiglie a rischio di povertà o di esclusione sociale, che il 42 % della popolazione dell'UE non disponga di competenze digitali di base e che oltre 50 milioni di lavoratori necessitino di formazione. I membri del CdR hanno sottolineato che un FSE forte darebbe all'Unione le risorse finanziarie necessarie per affrontare queste sfide, conseguire gli obiettivi del pilastro europeo dei diritti sociali, investire nella coesione sociale, combattere la povertà infantile e sostenere i giovani nella ricerca di un lavoro.
Garanzie più forti contro la povertà
Un bambino su quattro nell'UE è a rischio di povertà o di esclusione sociale e il tasso di disoccupazione giovanile si avvicina al 15%. Le regioni e le città hanno sostenuto che questi dati di allerta dimostrano la necessità di rafforzare la garanzia europea per l'infanzia e la garanzia per i giovani con bilanci dedicati, indicatori basati sul territorio e il coinvolgimento di organizzazioni specializzate della società civile.
I membri del CdR hanno chiesto che all'FSE sia attribuito un ruolo cruciale nella lotta contro la povertà e, in particolare, hanno chiesto maggiori garanzie contro la povertà infantile. Le azioni contro la povertà dovrebbero includere la tabella di marcia per l'occupazione di qualità proposta dalla Commissione europea, con misure basate sull'istruzione e la formazione e sulla promozione di salari equi e dignitosi. Un autentico approccio territoriale agli investimenti sociali e un coinvolgimento significativo degli enti locali e regionali sono fondamentali per garantire l'efficacia del FSE, sostiene il parere.
Citazione:
Relatore Tom Jungen (LU/PSE), sindaco di Roeser: "La questione non è più se il Fondo sociale europeo continuerà ad esistere. Lo fara'. La vera domanda è se rimarrà uno strumento europeo forte e protetto o diventerà solo un altro obiettivo di spesa, in competizione con molti altri. L'Europa ha bisogno di un FSE visibile e ben finanziato che continui a investire in competenze, posti di lavoro di qualità, povertà infantile e inclusione sociale. Non c'è competitività senza coesione sociale."
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