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Pehr GRANFALK
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Member of Municipal Council, Solna Municipality
Al fine di garantire norme dell'UE più semplici e un maggiore sostegno finanziario e tecnico per attuare le politiche in materia di dati e IA, il Comitato europeo delle regioni (CdR) ha adottato un parere sul tema "Semplificazione digitale e strategia per l'Unione dei dati" durante la sessione plenaria del 7 maggio. I leader locali e regionali hanno chiesto che le norme dell'UE in materia di dati e intelligenza artificiale siano attuabili ed efficaci per le città e le regioni di tutta Europa.
Gli enti locali e regionali si trovano ad affrontare sfide crescenti legate alla sovrapposizione delle normative digitali dell'UE, aggravate da risorse finanziarie limitate, carenze di competenze in materia di IA e sicurezza informatica, ha affermato il CdR. Nel suo parere il CdR ha chiesto norme più coerenti e incentrate sull'uomo per consentire ai comuni e alle regioni di sfruttare i vantaggi dell'IA, della condivisione dei dati e dei servizi cloud, sottolineando che la politica digitale, le infrastrutture e la cibersicurezza sono parte integrante della sicurezza, della competitività e della sovranità dell'Europa.
Il CdR ha sottolineato che la crescente complessità dei quadri normativi rischia di aggravare il divario digitale, in particolare per i comuni più piccoli con capacità amministrative e tecniche limitate. Ha accolto con favore l'ambizione di razionalizzare le procedure e migliorare la chiarezza mediante orientamenti unificati, modelli standardizzati e programmi di formazione mirati.
I leader regionali e locali hanno inoltre chiesto un maggiore sostegno finanziario, compreso un fondo dedicato all'IA per aumentare la capacità a livello subnazionale. Tale sostegno consentirebbe una diffusione più rapida delle soluzioni di IA, rafforzerebbe le capacità amministrative e contribuirebbe ad affrontare le attuali carenze di competenze.
I membri del CdR hanno sottolineato l'importanza di strumenti pratici di attuazione, chiedendo modelli standardizzati, contratti tipo e orientamenti più chiari in materia di appalti, in particolare quando si lavora con fornitori globali e si trattano le richieste di accesso ai dati provenienti da paesi terzi.
I membri hanno riconosciuto i vantaggi degli spazi di sperimentazione normativa e degli ambienti di prova per l'IA, ma hanno affermato che le attuali proposte non sono state oggetto di un'adeguata valutazione d'impatto e hanno messo in guardia contro requisiti eccessivamente complessi che potrebbero compromettere i loro obiettivi. Hanno avvertito che costi di conformità eccessivi e una lenta attuazione ostacolerebbero l'innovazione e rischierebbero di consolidare il predominio delle grandi imprese tecnologiche, aumentando così il rischio di dipendenza per le autorità pubbliche. Per far fronte a tali rischi, il Comitato ha chiesto un approccio normativo equilibrato che sostenga l'innovazione pur rimanendo fattibile per le amministrazioni locali e regionali.
I leader locali e regionali hanno inoltre sottolineato la necessità di un sostegno dell'UE per programmi di formazione strutturati in settori chiave quali la governance dei dati, la cibersicurezza e la conformità normativa, al fine di contribuire a colmare l'acuta carenza di competenze che colpisce molte regioni e comuni.
Citazione
Relatore Pehr Granfalk (SE/PPE), membro del consiglio comunale di Solna: "Il futuro digitale dell'Europa deve essere costruito con i comuni e le regioni, non imposto loro da oneri complessi. L'IA e i dati stanno già trasformando l'assistenza sanitaria, i trasporti, l'energia, la cibersicurezza e i servizi pubblici, ma molte autorità locali non sono in grado di gestire la burocrazia. La semplificazione deve pertanto andare di pari passo con la proporzionalità, orientamenti chiari, formazione, spazi di sperimentazione per l'IA accessibili e un sostegno dedicato all'attuazione a livello locale e regionale. L'Europa deve innovare di più, regolamentare in modo proporzionato e, in tal modo, portare a una maggiore crescita."
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