Poland
Tadeusz TRUSKOLASKI
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Mayor of the City of Białystok
L'Europa deve trasformare i punti di forza delle sue regioni in maggiore sicurezza, capacità industriale e resilienza.
La continua guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina e l'aumento degli attacchi informatici, dei sabotaggi e di altre minacce ibride hanno avvicinato le sfide dell'Europa in materia di sicurezza ai suoi cittadini. In un parere adottato il 13 ottobre, il Comitato europeo delle regioni (CdR) chiede un'attuazione più rapida della tabella di marcia dell'UE per la trasformazione dell'industria della difesa e il pieno coinvolgimento delle regioni e delle città nel rafforzamento della capacità industriale dell'Europa.
Nel parere elaborato da Tadeusz Truskolaski (PL/AE), sindaco di Białystok, il Comitato sostiene che l'Europa ha bisogno di un'industria della difesa più diversificata dal punto di vista geografico, più integrata e interoperabile, con catene di approvvigionamento più forti e una più stretta cooperazione tra le regioni.
Il CdR cita la guerra della Russia contro l'Ucraina e gli attacchi informatici, i sabotaggi, gli attacchi alle infrastrutture critiche e le ripetute incursioni di droni nello spazio aereo europeo come prova di un contesto di sicurezza radicalmente cambiato che richiede un approccio europeo coordinato all'individuazione, alla protezione e alla risposta, piuttosto che sforzi nazionali frammentati.
Gli investimenti nel settore della difesa dovrebbero rafforzare le regioni europee
Il CdR auspica che la Commissione europea e gli Stati membri definiscano le capacità e le specializzazioni regionali in modo che gli investimenti possano essere indirizzati dove avranno il maggiore impatto. Le PMI, le start-up, i cluster industriali, le università e i centri di ricerca dovrebbero essere coinvolti fin dall'inizio, insieme alle grandi imprese del settore della difesa.
Le idee promettenti dovrebbero avere un percorso più chiaro dalla sperimentazione all'approvvigionamento e alla produzione, sostiene il parere. Il CdR chiede inoltre un accesso più semplice ai finanziamenti, agli appalti e alla certificazione, un percorso più breve dall'innovazione al mercato e una riduzione degli oneri amministrativi, mantenendo nel contempo la trasparenza e le garanzie ambientali, sociali e di sicurezza.
I finanziamenti per la difesa dovrebbero fare di più che aumentare la produzione, afferma il CdR. Gli investimenti dovrebbero creare posti di lavoro qualificati, aiutare le imprese locali a crescere, migliorare le infrastrutture a duplice uso e sostenere l'innovazione con applicazioni civili. Il CdR sottolinea che tali investimenti dovrebbero integrare la politica di coesione piuttosto che distogliere fondi dallo sviluppo regionale.
Il parere chiede impegni chiari per garantire che i nuovi investimenti e le nuove opportunità dell'UE siano aperti alle PMI, vadano a beneficio delle economie regionali, rafforzino le competenze, rafforzino la resilienza della catena di approvvigionamento e promuovano la diffusione geografica della produzione. Sottolinea inoltre le esigenze specifiche delle regioni confinanti con la Russia, la Bielorussia e l'Ucraina, che devono far fronte a maggiori pressioni sulla sicurezza e necessitano di un sostegno affidabile e a lungo termine.
L'Ucraina apporta una preziosa esperienza allo sforzo di difesa dell'Europa
Il CdR auspica che l'Ucraina svolga un ruolo più incisivo nei progetti europei di difesa e nelle catene di approvvigionamento industriali, sostenendo che la sicurezza dell'UE e quella dell'Ucraina sono strettamente collegate.
L'Ucraina è diventata uno dei contesti di innovazione nel settore della difesa più dinamici al mondo, in particolare per quanto riguarda i droni, i sistemi antidroni, l'intelligenza artificiale, la guerra elettronica, le soluzioni digitali, la logistica e la gestione delle crisi. La sua forza non risiede solo nello sviluppo rapido di nuove tecnologie in condizioni operative reali, nella raccolta di riscontri immediati e nell'adattamento alle minacce emergenti a una velocità eccezionale, esperienza che potrebbe andare a vantaggio dell'industria europea della difesa.
Il parere chiede una cooperazione più stretta per consentire ai partner ucraini ed europei di sviluppare, testare, acquisire e produrre soluzioni insieme. Indica iniziative quali BraveTechEU e le alleanze tecnologiche EUDIS come esempi. L'Europa può fornire scalabilità, investimenti e capacità industriale, mentre l'Ucraina contribuisce con agilità, competenze pratiche e soluzioni già sperimentate sul campo.
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