Il nostro lavoro

Il Comitato europeo delle regioni (CdR) interviene a diversi stadi del processo legislativo dell'UE. Le commissioni del CdR elaborano pareri sulle proposte legislative dell'UE e i membri si riuniscono in sessione plenaria per votare e adottare tali pareri.

Il CdR collabora inoltre strettamente con le autorità nazionali e con gli enti regionali e locali, dando loro voce e promuovendo il dibattito politico, non soltanto a Bruxelles, ma anche nelle regioni e nelle città dell'UE, al di fuori dell'Europa e online.

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Dichiarazione di missione

La nostra azione politica è fondata sulla convinzione che la cooperazione tra i livelli europeo, nazionale, regionale e locale sia indispensabile per costruire un'Unione sempre più stretta e solidale tra i popoli d'Europa e per raccogliere le sfide della globalizzazione.​

Come funziona il CdR?

Il CdR è composto da 329 membri titolari e 329 supplenti, provenienti da tutti i paesi dell'UE. Ciascun governo nazionale propone i propri rappresentanti regionali e locali (membri titolari e supplenti), che insieme formano le delegazioni nazionali. Il mandato di un membro del CdR ha una durata di cinque anni, a decorrere dalla data della sua nomina ufficiale da parte del Consiglio.

Sei commissioni (sottocomitati), composte di membri e suddivise per settori di intervento, analizzano i testi legislativi presentati dalla Commissione europea ed elaborano pareri che vengono poi discussi e adottati in occasione delle sessioni plenarie del CdR.

Ogni due anni e mezzo l'Assemblea plenaria elegge il/la Presidente del CdR e il/la primo/a vicepresidente. Il/la Presidente rappresenta il Comitato e ne dirige lavori. In caso di assenza o di impedimento, il/la Presidente viene sostituito/a dal(la) primo/a vicepresidente o da uno/a degli altri vicepresidenti.

Che tipo di legislazione viene discussa?

La Commissione europea e il Consiglio dell'Unione europea sono tenuti a consultare il CdR ogni qualvolta vengono avanzate proposte relative a settori che hanno ripercussioni a livello regionale o locale: coesione economica, sociale e territoriale, fondi strutturali, Fondo europeo di sviluppo regionale, Fondo sociale europeo, occupazione e affari sociali, istruzione, gioventù, formazione professionale, cultura e sport, ambiente, energia e cambiamenti climatici, trasporti, reti transeuropee e salute pubblica.

Al di fuori di questi settori, la consultazione del CdR da parte della Commissione, del Consiglio e del Parlamento europeo è facoltativa.

Il CdR adotta raccomandazioni su progetti di atti legislativi dell'UE e propone inoltre nuove politiche sulla base dell'esperienza e delle competenze degli enti locali e regionali. Il Comitato può anche proporre nuovi atti legislativi e introdurre nuovi temi nell'agenda dell'UE.

Il ruolo del CdR è stato riconosciuto e rafforzato dal Trattato di Lisbona nel 2009, secondo cui il Comitato deve essere consultato durante tutte le fasi del processo legislativo dell'UE e può adire la Corte di giustizia europea ove ritenga che le sue prerogative istituzionali o che i governi nazionali, regionali e locali siano stati ignorati. Di conseguenza, le relazioni del CdR con la Commissione europea, il Parlamento europeo e il Consiglio si sono rafforzate.

Promuovere il dialogo e la cooperazione transfrontaliera

Le consult azi oni sono organ izzate dal CdR per raccogliere elementi d'informazione dagli enti locali e regionali, da esperti e da altre parti interessate in modo che essi possano contribuire ai pareri che vengono presentati dai membri del CdR e sono adottati a livello dell'UE.

gruppi interregionali sono gruppi creati intorno a interessi specifici e formati da membri che si riuniscono per discutere problemi a livello locale/regionale o talvolta temi che accomunano paesi diversi.

Inoltre, il CdR coordina una serie di reti per consentire a regioni e città lo scambio di buone pratiche, sia a livello dell'UE che al di là dei suoi confini. Il partenariato orientale (Corleap) e l'Assemblea regionale e locale euromediterranea (ARLEM), per esempio, testimoniano l'impegno del CdR in materia di politica di vicinato dell'UE. 

L'attività più ampia di cooperazione transfrontaliera comprende:

Monitoraggio, valutazione e attività di ricerca

Un ultimo aspetto, ma non per questo meno importante, dell'attività del CdR consiste nel:

  • garantire il coinvolgimento di tutti i livelli di governo e l'applicazione corretta della legislazione dell'UE a livello locale e regionale;
  • valutare l'impatto potenziale delle proposte legislative dell'UE sul campo;
  • incoraggiare il decentramento e il rafforzamento del partenariato per rendere più efficace il processo politico nell'UE;
  • integrare la sua pianificazione strategica, sforzandosi di prevedere le sfide e opportunità future, attività che, a sua volta, può contribuire al processo decisionale in corso.

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