Comunicato stampa

Adattamento cambiamenti climatici: città e regioni chiedono un cambio di marcia UE, serve azione inclusiva che parta da territori

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Il relatore Lepore, sindaco di Bologna: una sfida epocale che va affrontata con un approccio inclusivo che coinvolga tutta la società.

Attraverso un parere preparato dal sindaco di Bologna Matteo Lepore e adottato all'unanimità, il Comitato europeo delle regioni (CdR) esorta a rafforzare il monitoraggio e la valutazione dei rischi e delle vulnerabilità climatiche e a intensificare gli sforzi di adattamento nell'intera Unione. Oltre agli evidenti benefici per la salute dei cittadini, i leader locali e regionali sottolineano che il costo economico dell'inazione sul clima sarà esponenzialmente superiore agli investimenti iniziali nell'adattamento. Il parere è stato adottato nella sessione plenaria del CdR dell'11 dicembre.

Il CdR accoglie con favore l'intenzione della Commissione europea di presentare un nuovo quadro europeo per la resilienza climatica e la gestione dei rischi nella seconda metà del 2026, e suggerisce di fissare un obiettivo UE per l'adattamento ai cambiamenti climatici entro il 2050. Secondo città e regioni, il nuovo quadro europeo dovrebbe promuovere l'adattamento ai cambiamenti climatici come nuova forma culturale di cambiamento sociale ed economico positivo. 

Il CdR esorta a garantire la consultazione e la partecipazione sistematiche degli enti locali e regionali sia nella pianificazione che nell'attuazione delle politiche climatiche e a rafforzare la sezione sull'adattamento nei piani nazionali per l'energia e il clima. Il testo firmato dal sindaco Lepore invita poi gli Stati membri a istituire strutture nazionali di coordinamento sull'adattamento multilivello con criteri chiari per l'organizzazione, la distribuzione delle competenze e delle responsabilità, avvertendo che la mancanza di chiarezza può portare anche a perdite di vite umane e danni agli ecosistemi. Il parere sottolinea inoltre la necessità d'integrare l'adattamento climatico nelle strategie di sviluppo regionale e nella pianificazione territoriale e urbana, dando priorità alle soluzioni basate sulla preservazione della natura.

Finanziare le misure di adattamento climatico

Città e regioni avvertono che considerare le misure climatiche e ambientali solo come "priorità trasversali" nel prossimo bilancio a lungo termine dell'UE (2028-34), su cui il dibattito a Bruxelles è già cominciato, potrebbe compromettere la prospettiva climatica e rallentare le azioni territoriali a causa delle difficoltà di accesso a fondi mirati. La proposta di centralizzare i finanziamenti per la politica di coesione nei piani di partenariato nazionali e regionali previsti dal nuovo bilancio UE rischia inoltre di ridurre il coinvolgimento degli enti locali e regionali e quindi rendere gli investimenti meno efficaci. Il CdR esorta quindi la Commissione a sviluppare strumenti per agevolare i finanziamenti privati e incentivare gli investimenti a livello locale e regionale, istituendo – ad esempio - una tavola rotonda permanente tra la Banca europea per gli investimenti (BEI) e gli enti locali. 

Il CdR sottolinea inoltre l'importanza di rafforzare la capacità amministrativa locale e regionale aumentando i finanziamenti, il sostegno tecnico e la formazione. Sottolinea la necessità di dati disaggregati a livello locale per identificare le regioni con vulnerabilità simili e promuovere soluzioni condivise, anche con il supporto di agenzie locali e regionali per il clima, l'energia e l'ambiente.

Dichiarazione:

Il relatore Matteo Lepore (IT/PSE), sindaco di Bologna: "I disastri climatici rappresentano una sfida enorme per città e regioni, che dobbiamo affrontare con un approccio inclusivo che coinvolga tutta la società. Serve per la prima volta un Piano di adattamento europeo per garantire il giusto supporto ai territori. Serve disporre del giusto tipo di dati, sviluppare soluzioni intelligenti basate sulla natura, investire nelle infrastrutture, coinvolgere tutti i settori della società e sviluppare la resilienza in tutti i servizi. Significa che dobbiamo imparare gli uni dagli altri in tutta Europa e preparare anche i nostri cittadini. Il nuovo quadro integrato della Commissione europea per la resilienza climatica e la gestione dei rischi in Europa deve essere costruito insieme alle città e alle regioni e affrontare anche la questione cruciale delle risorse e delle capacità necessarie per prepararsi al futuro".

Contesto:

Contatto
Lauri Ouvinen 
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