Comunicato stampa

Appalti pubblici: la riforma UE semplifichi le norme e metta al primo posto le persone, l'innovazione e la sostenibilità

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Circa il 14% del PIL dell’Unione europea passa ogni anno attraverso gli appalti pubblici e quasi la metà di questa spesa è gestita da autorità locali e regionali. Tuttavia, i crescenti oneri derivanti dalla complessità delle norme e dei vincoli amministrativi dell'UE impediscono a molti comuni e regioni di sfruttare appieno il potenziale strategico della spesa pubblica. In vista della proposta di revisione del quadro europeo degli appalti pubblici, attesa per il 2026, il Comitato europeo delle regioni (CdR) ha esortato la Commissione europea a semplificare le procedure, rafforzarne la dimensione territoriale e a trasformare gli appalti in una leva per creare posti di lavoro di qualità, favorendo la sostenibilità e la resilienza europea.   

Semplificazione, consegna tempestiva e qualità

Con un chiaro invito a semplificare la complessa legislazione in materia di appalti e ad allineare la spesa pubblica agli obiettivi strategici dell'UE, i membri del Comitato europeo delle regioni (CdR) hanno adottato a larga maggioranza un parere redatto da Roberto Gualtieri (IT/PSE), sindaco di Roma Capitale, durante la sessione plenaria del 4 marzo.

Tra i messaggi chiave del testo, molti dei quali ispirati alla riforma del Codice dei contratti pubblici italiano del 2023 e al Protocollo con le parti sociali per il Giubileo 2025, c'è il rafforzamento di un approccio orientato ai risultati in termini di qualità, tempestività e valore per i cittadini.

L'introduzione di un "principio incentrato sul risultato" orienterebbe la spesa pubblica verso consegne tempestive e una maggiore qualità, riducendo nel contempo i rischi di contenzioso. Aiuterebbe le amministrazioni a concentrarsi sulla sostanza piuttosto che sulle formalità, preservando nel contempo la trasparenza, la parità di trattamento e la proporzionalità.  

Potere d'acquisto strategico per la resilienza europea

In un contesto segnato da grande instabilità geopolitica e profonde transizioni industriali, l’Europa è chiamata a utilizzare in modo più efficace il proprio potere di acquisto per rafforzare resilienza economica e capacità produttive, nel rispetto delle regole del mercato interno. Il CdR sostiene, in settori strategici chiaramente definiti, una preferenza "Made in Europe" che rafforzi il valore aggiunto europeo pur rispettando le norme dell'UE in materia di concorrenza e commercio internazionale ed evitando ulteriori oneri di verifica a carico degli enti locali. Nel parere, i membri del Comitato esortano inoltre a rafforzare le norme e la trasparenza per il subappalto e le catene di approvvigionamento, garantendo che le regole in materia di lavoro e sostenibilità siano rispettate in ogni fase. La tutela dei lavoratori e il contrasto al dumping sociale e salariale sono fondamentali. I leader locali e regionali hanno inoltre sottolineato l'importanza d'investire nella formazione e professionalizzazione degli acquirenti pubblici.

Digitalizzazione per semplificare, non complicare l'accesso

I membri del CdR hanno inoltre sottolineato che i rigorosi requisiti di documentazione e i complessi criteri di ammissibilità continuano a scoraggiare le piccole e medie imprese (PMI), le start-up e le organizzazioni dell'economia sociale dal partecipare agli appalti pubblici. Il Comitato richiede requisiti di documentazione proporzionati, una maggiore flessibilità per i piccoli contratti e norme più chiare e armonizzate.

I leader locali e regionali hanno riconosciuto che la digitalizzazione può rendere gli appalti più semplici, rapidi, efficienti e trasparenti. Tuttavia, hanno messo in guardia contro requisiti digitali frammentati ed eccessivamente rigidi che potrebbero creare nuovi oneri amministrativi, in particolare per le autorità più piccole e le PMI. Pertanto, per garantire una maggiore trasparenza, un monitoraggio in tempo reale e una valutazione efficiente delle prestazioni sarà essenziale sostenere lo sviluppo di un'infrastruttura digitale che renda più facile la presentazione di gare d'appalto e di set di dati più interoperabili basati su norme comuni, nonché lo sviluppo di un'infrastruttura armonizzata di dati sugli appalti a livello dell'UE.  

Dichiarazione

Relatore Roberto Gualtieri (IT/PSE), sindaco di Roma Capitale: "Non ci può essere una riforma degli appalti dell'UE senza ascoltare le città e le regioni, i principali acquirenti pubblici europei. Dopo anni di norme che si sovrappongono, l'Europa ha la possibilità di cambiare rotta con regole più semplici, in modo che ogni euro speso possa diventare una consegna di alta qualità per i nostri cittadini. Se l'Europa vuole ottenere risultati, deve consentire agli enti locali di acquistare in modo più rapido ed equo." 

Contesto 

  • La Commissione europea sta attualmente valutando le direttive sugli appalti pubblici e ha annunciato che pubblicherà una proposta di riforma nel 2026. L'iniziativa mira a modernizzare e semplificare le norme in materia di appalti, allineandole alle priorità strategiche dell'UE, tra cui l'autonomia strategica e la sostenibilità.   

Contatto

Theresa Sostmann
Tel.: +32475999415
Theresa.Sostmann@cor.europa.eu  

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