Il 9 ottobre 2023 il Comitato delle regioni ha pubblicato la sua relazione annuale sullo stato delle regioni e delle città nell'UE, un documento che offre un'istantanea delle sfide più urgenti cui devono far fronte le regioni e le città di tutta Europa, oltre a presentare soluzioni provenienti dai territori volte ad orientare le decisioni strategiche dell'UE.
La relazione contiene dati e informazioni sul modo in cui le regioni e le città affrontano le crisi attuali, ad esempio le catastrofi climatiche o la guerra mossa dalla Russia contro l'Ucraina, e illustra quale sia il contributo fornito da regioni e città alla trasformazione a lungo termine delle nostre società, con le transizioni verde e digitale, rafforzando nel contempo la coesione.
Comprendere l'Europa dalla prospettiva locale e regionale
Sulla base di studi originali commissionati dal Comitato europeo delle regioni, di ricerche accademiche, di contributi di altre istituzioni dell'UE e di documentazione open source (liberamente accessibile), la relazione fornisce dati e fatti ai responsabili dell'elaborazione delle politiche e alle pertinenti parti interessate. Le principali conclusioni e raccomandazioni della relazione sono state riprese nel discorso annuale sullo stato delle città e delle regioni nell'Unione europea, che il Presidente del Comitato europeo delle regioni Vasco Alves Cordeiro ha pronunciato il 9 ottobre 2023.
L'edizione 2023 della relazione si concentra sulle sfide più urgenti che le regioni e le città dell'UE devono affrontare. La relazione offre idee e soluzioni provenienti dai territori a queste sfide, a partire dalle emergenze e dalle crisi in atto (come le catastrofi climatiche, la guerra della Russia contro l'Ucraina o la penuria di energia) fino al processo di trasformazione a lungo termine attraverso la duplice transizione verde e digitale, rafforzando nel contempo la coesione.
La relazione guarda al futuro e servirà da guida in campo previsionale in vista delle elezioni europee e del prossimo mandato delle istituzioni dell'UE.
La relazione contiene anche il "Barometro regionale e locale dell'UE", che illustra le opinioni e i punti di vista di rappresentanti politici eletti in tutta Europa che hanno risposto a un sondaggio condotto in partenariato con IPSOS.
Barometro regionale e locale
I 27 Stati membri dell'Unione europea contano oltre un milione di politici eletti a livello subnazionale. Questi esponenti politici locali sono rappresentanti di una serie molto eterogenea di circoscrizioni a vari livelli di governo, tra cui Stati federali, regioni, province, contee, distretti o comuni. L'indagine Eurobarometro Flash fornisce ai rappresentanti politici locali dell'UE un'importante piattaforma per condividere le loro opinioni in merito alle sfide e alle priorità dell'Europa.
Dalle risposte raccolte emergono quali siano le loro priorità a livello dell'UE, quanto siano consapevoli delle iniziative intraprese a tale livello e delle opportunità di finanziamento offerte dall'UE, che cosa pensino del futuro dell'Europa e quali siano le loro risposte all'emergenza causata dalla guerra in Ucraina.
Risultati principali
- Il 50 % dei rappresentanti politici locali ha dichiarato che il loro ente regionale o locale crea centri di accoglienza e fornisce alloggi ai rifugiati, mentre il 33 % offre loro l'accesso all'assistenza sociale e all'assistenza medica.
- Oltre quattro rispondenti su dieci (45 %) ritengono che le regioni e le città possano contribuire alla ricostruzione dell'Ucraina coinvolgendo le regioni e le città dell'UE in un più ampio piano europeo per la ricostruzione del paese. Circa tre rispondenti su dieci ritengono che la risposta più efficace consista nel fornire sostegno finanziario e materiale (31 %), offrire programmi di gemellaggio per il rafforzamento della capacità tecnica e istituzionale e lo scambio di buone pratiche (30 %), e promuovere la buona governance a livello locale e regionale (27 %).
- Per quanto riguarda la consapevolezza circa i finanziamenti dell'UE (nell'ambito della politica di coesione), circa un quarto dei partecipanti (23 %) ha risposto di essere a conoscenza dei finanziamenti della politica di coesione dell'UE e di essere stato coinvolto nella relativa erogazione alla propria città o regione nel corso degli ultimi due anni. Il 36 % dei partecipanti ha invece risposto di essere a conoscenza ma di non essere stato coinvolto, mentre il 33 % ha risposto di non essere a conoscenza e di non essere stato coinvolto; questa percentuale va dal 2 % della Croazia al 71 % della Danimarca.
- Alla domanda sul valore aggiunto apportato dalla politica di coesione rispetto ad altri flussi di finanziamento (nazionali o regionali), la maggioranza dei rispondenti (53 %) ha dichiarato che tali fondi sono utilizzati per sostenere tipi specifici di progetti, mentre un quarto (25 %) ha risposto che apportano un valore aggiunto per quanto riguarda la cooperazione transfrontaliera con altre città e regioni.
- La maggioranza dei partecipanti (62 %) ha risposto che la propria città o regione ha intrapreso azioni nel quadro del Green Deal europeo volte a ridurre i consumi energetici. Quattro rispondenti su dieci (40 %) hanno dichiarato che la loro città o regione ha adottato misure per promuovere la conservazione della natura e l'inverdimento delle città (ad esempio piantumazione di alberi), e una percentuale leggermente inferiore (37 %) ha indicato "azioni volte a ridurre i rifiuti e il loro impatto ambientale".
- La stragrande maggioranza dei rispondenti (91 %) è totalmente d'accordo o tendenzialmente d'accordo sul fatto che le regioni e le città dovrebbero avere una maggiore influenza nella definizione delle politiche dell'UE e nel dibattito sul futuro dell'Unione europea.
- Alla domanda riguardante gli ambiti nei quali le regioni e le città dovrebbero avere maggiore voce in capitolo nella definizione delle politiche dell'UE, circa la metà dei partecipanti ha risposto con "un'economia più forte, giustizia sociale e occupazione" (52 %),"istruzione, cultura, gioventù e sport" (51 %) e "crisi climatica e ambiente" (51 %).
Il sondaggio sui rappresentanti politici locali dell'UE e il futuro dell'Europa è stato condotto dall'IPSOS tra il 25 luglio e l'11 settembre 2023, mediante 2 907 interviste a rappresentanti politici locali e regionali dell'UE.