Theresa Sostmann
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Il settore automobilistico europeo sta affrontando importanti sfide legate alle pressioni della concorrenza globale, alle perturbazioni della catena di approvvigionamento, alla transizione verso la neutralità climatica e alla digitalizzazione. A tale riguardo, il Comitato europeo delle Regioni (CdR) ha adottato una risoluzione urgente durante la sessione plenaria del 3 aprile, in cui chiede un approccio territoriale più forte nell'attuazione del piano d'azione industriale per il settore automobilistico presentato dalla Commissione europea.
Nella risoluzione, i membri del CdR accolgono con favore gli sforzi della Commissione europea per sostenere la transizione del settore automobilistico verso una mobilità pulita, la digitalizzazione e una maggiore competitività. Tuttavia, hanno sottolineato l'urgente necessità di integrare soluzioni basate sul territorio e garantire che le voci regionali siano pienamente prese in considerazione nella transizione verso un'industria automobilistica europea sostenibile e competitiva. I leader locali hanno sottolineato che il piano d'azione non è in grado di rispondere alle esigenze specifiche delle regioni fortemente dipendenti dalla produzione automobilistica. La transizione verso la neutralità climatica e la digitalizzazione avrà un impatto significativo su queste regioni, ponendo sfide quali i turni di lavoro, gli adeguamenti economici e i cambiamenti nell'attività industriale. Le disparità regionali nello sviluppo delle infrastrutture, come la diffusione incoerente delle reti di ricarica, richiedono un sostegno più mirato.
I leader locali e regionali hanno sottolineato la necessità di una politica industriale coerente dell'UE per il settore automobilistico, sottolineando che l'approccio attuale manca di una strategia globale per salvaguardare il contributo dell'industria alla crescita economica e alla creazione di posti di lavoro. Hanno inoltre accolto con favore l'imminente revisione del 2025 dei livelli di prestazione in materia di emissioni di CO2 per autovetture e furgoni e hanno avvertito che il quadro normativo non fornisce sufficiente certezza per l'adattamento del settore. Pertanto, i membri del CdR hanno chiesto di perseguire gli obiettivi climatici generali dell'UE in modo pragmatico, unitamente a una solida politica industriale.
Inoltre, i leader locali e regionali hanno sottolineato l'importanza di consentire soluzioni neutre in termini di emissioni di carbonio basate sulla neutralità tecnologica, garantendo che i produttori europei rimangano competitivi di fronte alla concorrenza globale e alle sfide geopolitiche. Per attenuare l'impatto socioeconomico della transizione, i membri del CdR hanno chiesto maggiori finanziamenti per misure di transizione giusta nell'ambito del prossimo bilancio a lungo termine dell'UE post 2027, in particolare attraverso una politica di coesione rafforzata che riduca le disparità regionali e sostenga le regioni più colpite dai cambiamenti industriali.
In una lettera indirizzata ad Apostolos Tzitzikostas, commissario per i Trasporti e il turismo sostenibili, il presidente dell'Alleanza europea delle regioni automotive Guido Guidesi, assessore allo sviluppo economico di Regione Lombardia, e il presidente della commissione COTER del CdR Vasco Alves Cordeiro (PT/PSE), hanno condiviso una prima reazione al piano d'azione, sottolineando che le prospettive regionali dovrebbero essere integrate nell'attuazione del piano e che dovrebbero essere definite azioni concrete per la resilienza regionale, l'adattamento della forza lavoro e la trasformazione industriale.
Citazioni
Kata Tüttő (HU/PSE), Presidente del Comitato europeo delle regioni: "L'industria automobilistica sta attraversando enormi trasformazioni: motori più puliti, tecnologie più intelligenti e grandi cambiamenti nel modo in cui vengono fatte le cose. Ma ogni regione la pensa in modo diverso. Ecco perché stiamo spingendo per garantire che le voci locali siano ascoltate e sostenute in questa transizione. Non possiamo avere un piano per il futuro delle automobili senza includere i luoghi e le persone che le costruiscono. Questo tema deve restare al centro delle nostre attenzioni, soprattutto in vista dei negoziati sul futuro bilancio dell'UE che partiranno quest'estate."
Guido Guidesi, presidente dell'Alleanza delle Regioni Automobilistiche e assessore allo Sviluppo Economico della Regione Lombardia: "Dobbiamo salvare l'industria automobilistica, e per farlo è necessario rivedere quelle regole e quelle scadenze che stanno distruggendo la più grande industria europea. L'industria automobilistica ha unito l'Europa coinvolgendo tutti i territori, come dimostrano le 38 regioni che fanno parte l'Alleanza delle Regioni automotive: è ora che i legislatori europei restituiscano al settore futuro e competitività. Per fare questo noi, come regioni e territori, abbiamo avanzato proposte e contenuti in uno spirito di piena collaborazione. Voglio ribadire che non si tratta di una scelta di opportunità politica, ma di una volontà politica volta a salvare l'industria automobilistica europea. Cambiare e correggere gli errori ora per guardare al futuro. Fatelo e fatelo presto".
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