Theresa Sostmann
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Il settore automobilistico europeo sta attraversando una rapida trasformazione, trainato dal passaggio alla mobilità a zero emissioni, dalla digitalizzazione e dalla concorrenza globale. In tale contesto, l'Alleanza delle regioni automotive (ARA) - presieduta da Regione Lombardia - si è riunita a Monaco di Baviera per la sua quarta conferenza politica annuale, chiedendo finanziamenti specifici dell'UE per l'innovazione e le infrastrutture, un'accelerazione nella diffusione delle reti per la ricarica elettrica e il rifornimento di carburanti alternativi, nonché il sostegno alle PMI e ai cluster regionali per garantire una transizione equa e competitiva.
Il settore automobilistico europeo sta attraversando una profonda trasformazione verso una mobilità a zero emissioni, una digitalizzazione accelerata e una crescente concorrenza globale, ridefinendo le esigenze dell'industria e delle sue regioni. Allo stesso tempo, le tensioni commerciali, le vulnerabilità della catena di approvvigionamento e le infrastrutture disomogenee stanno aumentando la pressione su produttori, fornitori e lavoratori. In questo contesto, l'Alleanza delle regioni automotive (ARA) ha tenuto la sua quarta conferenza politica annuale a Monaco di Baviera (Germania), riunendo rappresentanti della maggior parte delle 38 regioni che la compongono (fra cui 10 italiane) su invito della Regione Baviera e del Comitato europeo delle Regioni. I leader regionali hanno valutato le sfide del settore e hanno formulato richieste comuni per garantire una transizione giusta e inclusiva.
Nel corso della conferenza, i membri dell'ARA hanno adottato la dichiarazione di Monaco, ribadendo l'ambizione dell'Alleanza di far progredire la trasformazione del settore automobilistico verso la neutralità climatica entro il 2035 e sottolineando la necessità di una transizione equa che sostenga i lavoratori, le imprese e le comunità in tutta Europa. I membri dell'ARA hanno sottolineato che l'elettrificazione rimane un importante motore della decarbonizzazione, ma hanno insistito su un approccio tecnologicamente neutro che consenta anche ai biocarburanti, ai carburanti sintetici e all'idrogeno di svolgere un ruolo complementare. La dichiarazione di Monaco sottolinea che la flessibilità nelle scelte tecnologiche è essenziale per preservare la competitività, sostenere l'innovazione e riflettere la diversità regionale.
I rappresentanti delle regioni hanno sottolineato che le transizioni verde e digitale del settore richiedono ingenti investimenti in tecnologia, infrastrutture, innovazione e competenze, avvertendo nel contempo dei rischi derivanti dai dazi e dalle perturbazioni delle catene di approvvigionamento che già colpiscono le economie regionali. Inoltre, hanno chiesto che nel prossimo bilancio dell'UE (2028–34) si consideri una transizione giusta basata sul territorio, che la Commissione aumenti i finanziamenti, e hanno sottolineato che le regioni automobilistiche - che stanno già investendo pesantemente nell'innovazione, nella mobilità e nelle competenze - siano esplicitamente incluse in questo processo.
Pur accogliendo con favore il piano d'azione industriale della Commissione europea e il lancio di un'alleanza europea per la guida autonoma, i leader regionali hanno espresso preoccupazione per la mancanza di attenzione territoriale nelle misure dell'UE. Hanno criticato l'esclusione dell'ARA dal dialogo strategico sul futuro dell'industria e hanno chiesto una più stretta cooperazione con le autorità regionali nella realizzazione delle infrastrutture di ricarica, nel sostegno alle PMI e ai fornitori e negli investimenti nelle gigafactory, negli ecosistemi di riciclaggio e di innovazione.
Anche l'occupazione e le competenze sono state poste al centro delle discussioni. I membri dell'ARA hanno sottolineato la necessità di rafforzare la formazione e la riqualificazione, di una più stretta cooperazione tra il mondo dell'istruzione e quello dell'industria, e di un maggiore sostegno dell'UE attraverso il Fondo sociale europeo Plus e il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione.
Dichiarazioni
Kata Tüttő (HU/PSE), Presidente del Comitato europeo delle Regioni: "Il settore automobilistico non è solo un motore economico, è molto di più: è una pietra angolare culturale che plasma le identità, i mezzi di sussistenza e le aspirazioni degli europei. Come leader regionali e locali sappiamo quanto sia difficile per il settore automobilistico europeo continuare la sua transizione mentre la guerra dei dazi e il peggioramento dello scenario internazionale stanno innescando ulteriori instabilità e interruzioni. Mentre lavoriamo per aiutare le imprese e i lavoratori a riqualificarsi e innovare e per promuovere l'adozione di soluzioni meno inquinanti, dobbiamo mobilitarci insieme per evitare che la prossima generazione di investimenti dell'UE - sostenuta dal bilancio 2028-2034 - indebolisca fortemente il ruolo delle regioni, come proposto dalla Commissione europea. Dobbiamo invece responsabilizzare i territori, combinando coesione e competitività per guidare una transizione giusta e inclusiva".
Guido Guidesi, assessore allo Sviluppo economico della Lombardia e presidente dell'ARA: "La Commissione europea ora deve scegliere se salvaguardare l'industria automobilistica europea o permettere il collasso dell'intero settore. A meno che le norme e il quadro attuali non vengano rivisti, i produttori cinesi riceveranno un controllo quasi esclusivo. L'Europa, nel frattempo, sarà lasciata a fronteggiare la disoccupazione di massa, poiché questa industria, direttamente e indirettamente, sostiene 13 milioni di posti di lavoro. Con un approccio 'solo elettrico', gli obiettivi ambientali saranno raggiunti solamente a costo della desertificazione industriale. La Commissione deve decidere: il tempo è scaduto".
Roberta Angelilli (IT/ECR), Vicepresidente della Regione Lazio: "È inaccettabile che le regioni europee siano state escluse dal tavolo sul dialogo strategico di venerdì promosso dalla Commissione europea. Siamo noi, rappresentanti regionali, in prima fila a toccare con mano le conseguenze della crisi del settore auto che si è tradotta in chiusura di stabilimenti e perdita di posti di lavoro, effetti che hanno avuto ripercussioni gravi sui territori. Noi, pur nel rispetto dell’ambiente pretendiamo una transizione giusta, equa e sostenibile. Ci aspettiamo quindi che dai 'dialoghi strategici' si possa presto passare alle 'azioni strategiche'. Occorre fare presto per salvare il settore auto".
Contesto
L'Alleanza delle regioni automotive è un'iniziativa del Comitato europeo delle Regioni, composta da 38 regioni, che riconosce la necessità di un'azione risoluta per conseguire gli obiettivi climatici dell'UE. L'Alleanza mira a riunire le regioni con un settore automobilistico forte che vogliono svolgere un ruolo attivo nella decarbonizzazione del settore dei trasporti e contribuire al conseguimento degli obiettivi del Green Deal europeo, per garantire una transizione giusta per le regioni automobilistiche. L'Alleanza è attualmente presieduta dalla Regione Lombardia. A partire dal 2026, la presidenza passerà nelle mani della regione francese del Grand-Est.
Le regioni italiane che ne fanno parte sono 10: Lombardia, Lazio, Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Abruzzo, Molise, Basilicata, Veneto e Umbria.
L'Alleanza ha un ruolo chiave da svolgere nell'eliminazione graduale dei motori a combustione interna entro il 2035: la Commissione europea è incaricata di riferire entro la fine del 2025 in merito alle risorse di bilancio necessarie per rendere questa transizione equa per tutti. I legislatori hanno invitato la Commissione europea a basare la sua relazione proprio sul lavoro dell'Alleanza delle regioni automotive.
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