Víctor Moreno Morales de Setién
victor.morenomoralesdesetien@cor.europa.eu
Il Comitato europeo delle regioni (CdR) ha adottato all'unanimità due pareri in cui esorta l'UE a finanziare adeguatamente i programmi Erasmus+ e AgoraEU nell'ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP) 2028-2034 e mette in guardia contro i tagli o le riassegnazioni dalla politica di coesione.
I due pareri, adottati nella sessione plenaria del CdR del 6 maggio 2026, chiedono un coinvolgimento significativo degli enti locali e regionali nell'elaborazione, nell'attuazione e nella governance di tali iniziative.
Con l'intensificarsi del dibattito sul prossimo bilancio a lungo termine dell'Unione europea, il Comitato europeo delle regioni ha chiesto che i finanziamenti Erasmus+ e AgoraEU siano protetti in termini reali, mettendo in guardia contro i tagli ai programmi a sostegno dell'istruzione, della cultura e della partecipazione democratica. Il CdR ha affermato che qualsiasi ampliamento delle iniziative dovrebbe essere garantito con risorse aggiuntive nel prossimo QFP.
Erasmus+: un ascensore sociale
Il parere sul programma Erasmus+per il periodo 2028-2034, elaborato dal relatore Roberto Pella (IT/PPE), sindaco di Valdengo, accoglie con favore la proposta della Commissione, ma sollecita un bilancio significativamente più ambizioso. Le regioni e le città sottolineano che Erasmus+ dovrebbe funzionare come un vero e proprio ascensore sociale, piuttosto che come un semplice programma di mobilità per le persone già avvantaggiate.
Il parere esorta pertanto la Commissione a rendere il programma più inclusivo e a dare priorità all'ampliamento dell'accesso per i discenti con minori opportunità, i giovani provenienti da zone e territori svantaggiati che affrontano sfide strutturali quali lo spopolamento, il declino demografico o la lontananza geografica. A tale riguardo, il CdR chiede di prestare particolare attenzione alla partecipazione delle istituzioni delle regioni meno rappresentate alle alleanze delle università europee.
Per quanto riguarda la governance e l'attuazione, gli enti locali raccomandano di mantenere e rafforzare il sistema di gestione decentrata del programma, nonché di massimizzare le sinergie con gli strumenti strutturali e di coesione. Il Comitato insiste sul fatto che tali sinergie dovrebbero essere guidate dalle realtà territoriali e demografiche al fine di garantire un impatto sostenibile a lungo termine. Il parere si rammarica inoltre della mancanza di chiarezza sull'assegnazione delle risorse tra le priorità e le azioni del programma, avvertendo che scelte di attuazione incoerenti rischiano di duplicare e potrebbero compromettere la flessibilità e l'inclusione.
Inoltre, il CdR condivide la posizione del relatore del PE sull'importanza di sostenere lo sport quale elemento chiave del programma Erasmus+. Raccomanda inoltre progetti pilota per fornire assistenza tecnica e sviluppo di capacità ai comuni nelle zone remote e svantaggiate e chiede una maggiore enfasi sulla mobilità dell'istruzione e della formazione professionale (IFP).
AgoraEU: cultura e valori al centro del QFP
Il parere AgoraEU, elaborato dalla relatrice Csaba Borboly (RO/PPE), vicepresidente del consiglio distrettuale di Harghita, accoglie con favore l'approccio olistico proposto dalla Commissione, osservando che questo nuovo quadro rappresenta la pietra angolare del prossimo QFP, incarnando i valori condivisi dell'UE. Il CdR sottolinea pertanto che deve essere adeguatamente finanziato per svolgere questo ruolo. Al tempo stesso, il Comitato avverte che il consolidamento di Europa creativa e CERV+ non deve compromettere i singoli filoni del programma – cultura, media, impegno dei cittadini, uguaglianza e diritti – ciascuno dei quali deve mantenere la propria identità e finalità.
Il CdR insiste sul fatto che gli enti locali devono essere riconosciuti come principali partner esecutivi, dato il loro ruolo centrale nel fornire spazi in cui la democrazia sia vissuta, praticata e rinnovata. Deplora inoltre l'assenza di un elenco indicativo di misure e azioni ammissibili, che il CdR ritiene essenziale per la trasparenza, consentendo ai beneficiari di prepararsi e impegnarsi in modo significativo con il programma.
Per quanto riguarda l'accesso e la semplificazione, le regioni e le città chiedono formati di sovvenzione semplificati, come le domande in due fasi e le sovvenzioni a cascata, requisiti di contributo proprio ridotti (non superiori al 10 % dei costi ammissibili totali) e punti di contatto AgoraEU a livello nazionale e, se del caso, regionale. Il parere sottolinea inoltre l'importanza di promuovere l'uso responsabile dell'intelligenza artificiale nei settori culturali e creativi quale sfida trasversale che il programma deve affrontare esplicitamente.
Il CdR chiede un sostegno specifico alla produzione mediatica locale e regionale e al servizio pubblico di radiodiffusione, in particolare nelle zone rurali a rischio di diventare "deserti mediatici", e il riconoscimento esplicito della protezione del patrimonio culturale come priorità autonoma con finanziamenti dedicati.
Glenn Micallef, commissario europeo per l'equità intergenerazionale, la gioventù, la cultura e lo sport, ha aperto il dibattito chiedendo fermamente un maggiore sostegno finanziario per i programmi Erasmus+ e AgoraEU. Sostiene che investire direttamente nei giovani attraverso queste iniziative è il contributo più prezioso che si possa dare. Il ministro italiano dello Sport e della Gioventù ha fatto eco a questo sentimento, affermando che progetti come Erasmus+ rappresentano un impegno strategico per promuovere lo sviluppo sociale.
Citazioni
Relatore Roberto Pella (IT/PPE), sindaco di Valdengo: "Erasmus+ è una delle storie di successo faro dell'Europa e una pietra angolare della nostra identità europea condivisa. Il futuro programma deve andare oltre, non solo con finanziamenti adeguati, ma con regole più semplici, una maggiore flessibilità e un accesso più agevole, consentendo alle organizzazioni più piccole di partecipare pienamente. Ciò richiede anche un reale sostegno ai comuni svantaggiati attraverso lo sviluppo di capacità e l'assistenza pratica per partecipare alle azioni del programma, nonché una dimensione sportiva più forte. Investire in Erasmus+ significa investire nel futuro pacifico, competitivo e inclusivo dell'Europa, consentendo ai giovani di plasmarlo."
Relatrice Csaba Borboly (RO/PPE), vicepresidente del consiglio distrettuale di Harghita: "AgoraEU rimanda l'Europa dove ha sempre vissuto veramente: nelle comunità locali, nelle culture minoritarie e nei laboratori creativi rurali. Per Harghita e Covasna, questo parere porta un messaggio chiaro: villaggi, artigiani, ONG minoritarie e giovani creatori sono al centro dei finanziamenti culturali europei. Abbiamo ottenuto un maggiore riconoscimento per le minoranze etniche, nazionali e linguistiche, un accesso più semplice per i beneficiari più piccoli e un monitoraggio territoriale per colmare il divario tra le città e le zone rurali. L'unità dell'Europa inizia dove la diversità non è semplicemente dichiarata ma vissuta e AgoraEU deve ora mantenere tale promessa."
Glenn Micallef, commissario europeo per l'equità intergenerazionale, la gioventù, la cultura e lo sport: "L'impegno dei giovani, la cultura e lo sport sono tutti essenziali per la nostra democrazia, la nostra identità e la nostra resilienza sociale. Le regioni svolgono un ruolo cruciale nel riflettere queste priorità in tutti gli strumenti di finanziamento dell'UE. Ecco come avvicinare l'Europa ai suoi cittadini."
Contesto
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