Comunicato stampa

La riforma del mercato unico coinvolga enti locali e regionali per non escludere i cittadini

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  • Imprese e industria

Il relatore Galligani, consigliere comunale di Pistoia: "I territori sono il primo punto di contatto per le imprese e i lavoratori. Serve una rivoluzione della semplificazione".

Il Comitato europeo delle regioni (CdR) ha adottato all'unanimità due pareri in cui esorta l'Unione europea a migliorare e semplificare il mercato unico e a porre città e regioni al centro sia della sua più ampia strategia di riforma che del suo programma di finanziamento, in particolare in vista dell'adozione del bilancio a lungo termine dell'UE per il 2028-34.

A più di un anno dalle relazioni preparate da Mario Draghi ed Enrico Letta, che lanciavano urgenti inviti ad agire in materia di competitività, investimenti e semplificazione, i leader locali e regionali lamentano che poco è cambiato per i cittadini e le imprese. Sebbene il mercato unico rimanga uno dei maggiori risultati dell'UE, i pareri adottati sostengono che il suo pieno potenziale sia ancora frenato da numerosi ostacoli.

Le regioni e le città non sono attori periferici nel mercato unico, sono partner indispensabili per garantirne il buon funzionamento e devono essere riconosciuti in quanto tali. Questo è il messaggio che il CdR ha inviato sia alla Commissione europea che agli Stati membri attraverso i pareri preparati dai relatori Lorenzo Galligani (IT/ECR), consigliere comunale di Pistoia, ed Emma Blain (IE/PPE), consigliera comunale di Dublino, adottati nella sessione plenaria del 4 marzo.

Un mercato unico esposto: resilienza e coesione in gioco

Le recenti crisi economiche e geopolitiche hanno messo in luce le vulnerabilità del mercato unico e sottolineato l'importanza dell'autonomia strategica nei settori critici. Nel parere elaborato dal relatore Galligani, il CdR sottolinea che un mercato unico più forte e più resistente alle crisi è essenziale non solo per la crescita economica, ma anche per la stabilità quotidiana delle regioni e delle città europee, che da esso dipendono per gli investimenti, la creazione di posti di lavoro e l'innovazione.

Città e regioni accolgono con favore la proposta della Commissione europea di ridurre gli oneri amministrativi del 25% per tutte le imprese e del 35% per le piccole e medie imprese (PMI), e chiedono la rapida adozione dei pacchetti di semplificazione omnibus, in quanto il ripristino della competitività dell'Europa richiede di andare molto oltre nella riduzione della burocrazia. I membri del CdR sottolineano che la semplificazione e la digitalizzazione devono essere concepite in modo da ridurre gli oneri normativi per le imprese di tutte le dimensioni, garantendo nel contempo la neutralità tecnologica.

Il Comitato ha evidenziato che il mercato unico e la politica di coesione sono "due facce della stessa medaglia": una maggiore integrazione dei mercati deve andare di pari passo con una forte coesione territoriale e finanziamenti adeguati per lo sviluppo rurale. Mentre gli scambi di beni all'interno dell'UE favoriscono la convergenza economica, gli scambi di servizi favoriscono costantemente le città più grandi e le regioni più ricche, lasciando indietro i territori più vulnerabili, come le isole e le zone rurali.

I membri del CdR esortano pertanto il Parlamento europeo e gli Stati membri a garantire che un'ulteriore integrazione sia accompagnata da adeguati finanziamenti per la coesione, in particolare nell'ambito del prossimo bilancio a lungo termine dell'UE 2028-34. Per evitare impatti negativi nel mercato unico, il prossimo bilancio dovrebbe rafforzare il ruolo degli enti locali e regionali nell'attuazione delle politiche finanziate dall'UE come salvaguardia contro la mancanza di attenzione alle sfide territoriali.

Le PMI sono rimaste senza una linea di bilancio dedicata

Il parere elaborato dalla relatrice Blain accoglie con favore la proposta della Commissione europea che istituisce il programma per il mercato unico e le dogane 2028-2034 e chiede che le amministrazioni locali e regionali siano sistematicamente incluse nell'applicazione delle politiche del mercato unico, in particolare nelle regioni frontaliere. Il CdR sottolinea che l'efficace funzionamento delle procedure doganali è fondamentale per la vitalità economica regionale.

Inoltre, le autorità regionali e locali si rammaricano del fatto che il programma non preveda una linea di bilancio chiaramente dedicata alle PMI, come nell'attuale programma per il mercato unico 2021-2027.

Dichiarazione

Lorenzo Galligani (IT/ECR), consigliere comunale di Pistoia e relatore su "La strategia per il mercato unico": "Le regioni e le città sono il primo punto di contatto per le imprese e i lavoratori. Aiutano le PMI a espandersi e a orientarsi nei mercati e nelle normative locali. Senza il coinvolgimento delle regioni e delle città nell'elaborazione e nell'attuazione delle politiche del mercato unico, quest'ultimo rischia di rimanere una dichiarazione sulla carta piuttosto che un vero e proprio strumento per la crescita e la competitività. Dobbiamo ridurre gli oneri normativi e superare le barriere, abbiamo bisogno di una rivoluzione della semplificazione e abbiamo bisogno di un riconoscimento esplicito del ruolo delle microimprese, un ruolo spesso trascurato ma vitale per il tessuto economico europeo e la resilienza regionale".

Contesto

  • Video e foto della sessione plenaria del Comitato europeo delle Regioni.

  • Oltre a quello sul programma per il mercato unico e le dogane, il CdR sta lavorando ad altri 19 pareri per valutare aspetti e regolamenti specifici del futuro bilancio a lungo termine dell'UE per il periodo 2028-34. Ciò comprende un parere adottato il 4 marzo, che illustra le richieste e le preoccupazioni relative all'architettura generale del bilancio. Maggiori informazioni.

Contatto
Victor Moreno Morales de Setién
Tel: +32 475999662
victor.morenomoralesdesetien@cor.europa.eu

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