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L'accordo UE-Svizzera dovrebbe "rafforzare" la cooperazione tra i governi locali e cantonali

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  • Relazioni esterne, allargamento e politica di vicinato

Il Comitato europeo delle regioni (CdR) ha accolto con favore un pacchetto di accordi volti a stabilizzare e sviluppare le relazioni bilaterali tra la Svizzera e l'Unione europea, ma ha chiesto che gli accordi integrino una forte dimensione territoriale e subnazionale, anche conferendo alle città, alle regioni e ai cantoni un ruolo diretto nel monitoraggio e nell'attuazione degli accordi.

Le raccomandazioni, adottate dal CdR il 15 ottobre, riflettono l'auspicio che gli accordi bilaterali "offrano stabilità, continuità e visibilità a una cooperazione che produce già risultati concreti ma che può e deve essere ulteriormente rafforzata", ha affermato il relatore del parere del CdR Matteo Luigi Bianchi (IT/ECR), membro dell'autorità locale di Morazzone.

Secondo Bianchi, uno dei principali obiettivi del parere è quello di garantire che la dimensione territoriale della cooperazione UE-Svizzera sia rafforzata "in modo continuo e sistematico", in parte istituzionalizzando la cooperazione tra il CdR e la Conferenza svizzera dei governi cantonali.

Norman Gobbi, presidente del governo ticinese e rappresentante della Conferenza svizzera dei governi cantonali, ha espresso l'interesse della Conferenza svizzera dei governi cantonali a instaurare una cooperazione con il CdR, affermando che "potrebbe fornire uno spazio strutturato per il dialogo in cui le regioni e i cantoni possano articolare e far valere i propri interessi". I Cantoni svizzeri sono "convinti che relazioni stabili e a lungo termine tra l'Unione europea e la Svizzera siano nell'interesse di tutti" e che "la Svizzera e i suoi Cantoni siano impegnati nella coesione, nel coinvolgimento e, soprattutto, nella ricerca di soluzioni pragmatiche ai problemi quotidiani dei nostri territori, delle nostre imprese e dei nostri cittadini".

Gobbi ha affermato che i cantoni svizzeri hanno "estese competenze, ad esempio, in materia di istruzione, sanità, giustizia e sicurezza, economia, fiscalità e cultura" e svolgeranno "un ruolo decisivo nell'attuazione e nella concretizzazione del pacchetto di accordi negoziati tra la Svizzera e l'Unione europea".

Le raccomandazioni fanno seguito a un accordo politico raggiunto nel dicembre 2024 su un pacchetto di 11 accordi bilaterali tra l'UE e la Svizzera. Il pacchetto deve ancora essere ratificato, un processo che comporterà un referendum in Svizzera. Il pacchetto prevede riunioni periodiche tra il Parlamento europeo e il parlamento svizzero; il CdR ha chiesto di ottenere lo status di osservatore in tali riunioni interparlamentari.

Nel corso del dibattito del CdR del 15 ottobre è stata posta particolare enfasi sulla necessità di una cooperazione efficace in materia di mobilità dei lavoratori, infrastrutture, servizi pubblici transfrontalieri, gestione delle frontiere, biodiversità, nonché sulla necessità di una "sussidiarietà attiva", al fine di garantire che i livelli subnazionali svolgano un ruolo centrale nella definizione di potenziali accordi con una forte dimensione territoriale.

Citazione: 

Relatore Matteo Luigi Bianchi (IT/ECR), membro dell'autorità locale di Morazzone: "Il nostro obiettivo è approfondire la cooperazione UE-Svizzera rafforzando il ruolo degli enti locali e regionali europei e dei cantoni svizzeri in quanto partner chiave nella governance multilivello. Nel pieno rispetto del federalismo svizzero, esortiamo a concentrarsi su priorità condivise, mobilità, infrastrutture e spazio Schengen, in modo che i cittadini delle regioni transfrontaliere che lavorano oltre frontiera possano beneficiare di decisioni costruttive adottate al livello più appropriato."

Contesto:

  • Dibattito in sede di Comitato europeo delle regioni, 15 ottobre 2025: Video, foto, scheda informativa del parere.
  • Gli accordi bilaterali UE-Svizzera attualmente in attesa di ratifica riguardano molti settori in cui è necessaria la cooperazione tra governi subnazionali, tra cui: servizi e mercati del lavoro transfrontalieri, garantendo la mobilità dei lavoratori, degli studenti e degli imprenditori; protezione dell'ambiente e biodiversità; protezione civile e servizi di emergenza; cooperazione energetica; e ricerca, innovazione. Nel corso del dibattito del CdR del 15 ottobre è stata posta particolare enfasi sulla necessità di una cooperazione efficace in materia di mobilità dei lavoratori, infrastrutture, servizi pubblici transfrontalieri, gestione delle frontiere, biodiversità, nonché sulla necessità di una "sussidiarietà attiva", al fine di garantire che i livelli subnazionali svolgano un ruolo centrale nella definizione di potenziali accordi con una forte dimensione territoriale.
  • Quindici dei 26 cantoni svizzeri confinano con l'Unione europea, tra cui Baden-Württemberg e Baviera in Germania, Vorarlberg e Tirolo in Austria, Lombardia, Alto Adige, Piemonte e Valle d'Aosta in Italia, e Rodano-Alpi, Franca Contea e Grand Est in Francia.
  • Esempi di cooperazione transfrontaliera UE-Svizzera citati durante il dibattito del 15 ottobre sono stati i programmi Interreg, la Conferenza dell'Alto Reno, la Regio Insubrica, la Conferenza del Lago di Costanza e i progetti Arge Alp.

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